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domenica 3 febbraio 2008

Mediaset, patrimonio delle nostre tasche


"Mediaset, patrimonio del Paese..."
Also sprach D'Alema, nel pieno delle sue ben note facoltà mentali...
Beh, che dire, per una volta in vita sua Baffetto ci ha azzeccato in pieno.
Una recente sentenza della Corte Europea di Giustizia dichiara illegittimo l'utilizzo da parte di Rete 4 di alcune frequenze occupate abusivamente coll'ennesimo colpo di spugna da Sua Emittenza, autentico self-made man italico.


La prima cosa che balza agli occhi è l'ennesima umiliazione dell'Italia, che si manifesta come il campione dell'illegalità costituita, del pubblico sberleffo della legge, del rovesciamento di classe dello stato di diritto cui la valente coalizione di centro destra nostrana burlescamente si richiama.

Gioco facile, però.

A causa di una sinistra inqualificabile, per ignavia istituzionale: forse basterebbe stimolare il rispetto della legalità per i potenti, per riottenere un po' di fiducia e di voti.

Secondo ordine di considerazioni è la questione economica: una bella mazzata, come ben evidenzia un giornalista poco amato dal carrozzone fininvest-mediaset, per motivi insondabili...

"Intanto l’Europa, che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’illegittimità della Gasparri, potrebbe presto condannare il nostro Paese a versare una multa di 400 mila euro al giorno. Risarcimento a Di Stefano ed eventuale multa saranno, ovviamente, a spese dei contribuenti.

Secondo l’infallibile pratica del “ridi e fotti”, per 15 anni il Cavaliere ha imposto al Parlamento gli affari suoi come affari di Stato. Mantenendo Rete4 sull’analogico terrestre, ha incamerato introiti pubblicitari da favola che non avrebbe mai visto se l’emittente fosse finita sul satellite. E ora chi paga i danni? Lo Stato. Cioè, pro quota, ciascun contribuente."

Cioè, paga Pantalone, cioè coloro che, tanto inc@zzati (anche a ragione) per una finanziaria volta ad evitare la bancarotta preparata dal governo Berlusconi (parola di Nouriel Roubini), dovranno pagare per un furto manifesto commesso da un privato.

Mediaset è proprio un patrimonio, ha ragione D'Alema; un patrimonio che costerà molto al popolo italiano.



PS Sulla ferale Cassandra vedi qui

(Pensato dal coblogger MattBeck)

giovedì 31 gennaio 2008

Pericolo sociale ed informazione


Già una volta, su un altro contesto, ho fatto qualche rapida osservazione sul grande potere sociale della Paura, del timore di qualcosa non ben conosciuto che destabilizza e può portare a gravi conseguenze.

La "questione" Roma e più in generale Romeni (due popoli diversi) è ampiamente discussa da molti organi di stampa e sta assumendo sempre più i toni di una campagna di allarme razziale e/o etnico.

Il sistema è stantio ma efficace. Si parla di Roma, fra i quali ovviamente esistono anche delinquenti: si prendono casi singoli, privi di un intrinseco valore statistico e legale. Ma ci si guarda bene dall'osservare il contesto.
Ed il gioco è fatto: la gente si spaventa.

D'altra parte i telegiornali e molti giornali si guardano bene dal parlare dei problemi che costituiscono un pericolo sociale maggiore degli episodi criminali più "sensazionali": che impresa e mercati sono sempre meno trasparenti; che molte regioni assumono sempre più l'aspetto di zone ad economia mafiosa; che una classe politica sempre più corrotta ed autoreferenziale non intende attivare riforme degne di questo nome.

L'elenco è lungo e noto a tutti.

Epperò ecco che certi organi di stampa, gli stessi che hanno soprasseduto ad esempio sul fatto accertato giudiziariamente che l'allora Premier in carica aveva corrotto dei giudici comprandosi delle sentenze, oppure che un pluri Primo ministro ha intrattenuto per decenni rapporti con la cupola di Cosa Nostra, partono all'attacco e urlano che non c'è più lo stato di diritto perché i Roma ed i Romeni e gli Albanesi delinquono e non vengono puniti.

Alla faccia dello stato di diritto.

Alla faccia della corretta informazione.

I dati disponibili forniscono un quadro ben diverso...

(Pensato dal coblogger MattBeck)