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giovedì 27 luglio 2006

inSulto




L'INDULTO - INSULTO E' PASSATO ALLA CAMERA
Come cittadino,
come italiano,
come blogger,
come elettore di centrosinistra,
come persona che tiene al senso civico e avvalora l'idea della legalità come sintomo e  causa della saggezza di un popolo e della sua classe dirigente,

ESPRIMO IL MIO SDEGNO PIU' PROFONDO PER L'INVERECONDO ACCORDO CON IL PARTITO DI BERLUSCONI.
I NOSTRI ELETTI DOVREBBERO RICORDARE CHE LI ABBIAMO VOTATI PER SDEGNO CONTRO L'ILLEGALITA' DIFFUSA E LO SPREGIO DELLA LEGGE.
SI RICORDINO CHE SONO ANCORA IN TEMPO A CONSERVARE I NOSTRI VOTI, SE LI VOGLIONO: C'E' ANCORA IL PASSAGGIO AL SENATO.

W  DI PIETRO.

Senza parola


MIO DIO, CHE SCHIFO.
MIO DIO, CHE TRISTEZZA.
Amici della Resistenza, compagni di lotta e di viaggio,con i quali operazione verità ed io abbiamo diviso tanti sacrifici e battaglie!
Se penso ai vostri volti, che solo posso immaginare ma che pur conosco così bene, vorrei abbracciarvi tutti, e tutti ringraziarvi.
Grazie,
Alberto di sinistra, Andrea, Banane & Mazzette, cdluc, Condorbianco, Dav.c.G., eccebombo, giorgio, James, Jfk, kiddò, MilP, Nanà.
E ancora grazie a sgrz, Pablo83, Fabi0485, Contezero, Mercurio, Valerio T., Tex Willer 66, Mmmene, Ustmamò, Rubensita, Socialdemocratico, Gianniguelfi, Lex, e tanti altri ancora.
Se penso alle nostre speranze,
Alle nostre rabbie,
Al nostro furore civile,
Alla passione,
Agli assalti respinti su tanti forum,
in nome della libertà, della democrazia e della libertà,
in nome della verità e dell'Italia,
alle tante fatiche sostenute insieme per consentire a questo povero Paese di dotarsi d'un Governo migliore,
oggi vedo lo scempio di questo indulto, di questo vergognoso patto col malaffare.
Non ho mai creduto che il centrosinistra fosse fatto di santi.
Ma nemmeno che potesse imitare così da vicino i comportamenti dei lestofanti che abbiamo combattuto con tanto sdegno.
Mi viene solo voglia di dire, con la speranza della disperazione, ancora una volta, W l'Italia. E stavolta non riesco a pensare a cosa direbbe una che alcuni di voi hanno ben conosciuto...

Indulto


Chi ha votato a favore dell'indulto

indulto.jpg
da Antoniodipietro.com

Il voto dei deputati è pubblico e quindi, per definizione, tutti hanno diritto di sapere come hanno votato i singoli parlamentari. Le votazioni sono presenti sul sito della Camera nel documento Indice Elenco N.2.

Sarebbe davvero grave se si volesse nascondere agli elettori chi ha votato a favore dell'indulto.
Di seguito riporto i nomi di chi ha votato per questo colpo di spugna:

Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

martedì 25 luglio 2006

PREVITenza sociale


Non possiamo fare finta di niente, non solo Previti godrà dei benefici di questa legge

L'avvocato delle ottocento vittime dell'amianto accusa "Con le nuove norme i parenti non vedranno un soldo" e noi cosa facciamo restiamo a guardare?
Per chi ha voglia di dire no a questo vergognoso "colpo di spugna" c'è una raccolta firme su Libera Cittadinanza
Grazie a Dicke per l'informazione.

Intanto su repubblica.itIndulto, "Eternit pronta a risarcire ma poi ha fatto marcia indietro"di MARCO TRAVAGLIO

TORINO - Non ci sono soltanto i reati finanziari e quelli di Tangentopoli. Ci sono anche i caduti sul lavoro. E le malattie professionali. E i morti da amianto: 3 mila soltanto per gli stabilimenti Eternit. L'indulto, e ancor di più l'amnistia prossima ventura, rischiano di mandare in fumo il maxiprocesso che si aprirà l'anno prossimo a Torino contro i big boss della multinazionale svizzera: fra questi, il "Berlusconi elvetico" Stephan Schmidheiny, il fratello Tomas (assistito da Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi) e il loro socio belga, barone Louis De Cartier de Marchienne.

Insieme a una decina di dirigenti e amministratori dei cinque stabilimenti italiani (Cavagnolo, Casale Monferrato, Reggio Emilia, Bagnoli e Siracusa), che dal 1906 fino a vent'anni fa hanno avvelenato la vita a migliaia di lavoratori e cittadini comuni, i tre magnati devono rispondere di disastro doloso e di un'infinità di omicidi colposi. Grazie all'indulto, difficilmente finiranno mai in carcere (anche se condannati a 6 anni, scenderebbero a 3 e otterrebbero l'affidamento ai servizi sociali, cioè resterebbero a piede libero).

Grazie all'amnistia di 5 anni, annunciata per la ripresa autunnale, non verserebbero nemmeno un euro alle vittime e ai loro familiari. E dire che, fino a due settimane fa, i legali degli indagati e delle parti lese erano a un passo dall'accordo per un cospicuo risarcimento ai malati e ai parenti dei morti. Poi, in seguito a una strana telefonata, tutto è sfumato.

"E' accaduto due settimane fa a Lugano", racconta a Repubblica l'avvocato Sergio Bonetto, che insieme al collega genovese Paolo Pissarello rappresenta 800 vittime. "Eravamo riuniti col liquidatore della Bacon, la società che controllava gli stabilimenti italiani della Eternit. Per tre ore abbiamo discusso, incontrando ampia disponibilità dei rappresentanti indiretti della famiglia Schmidheiny a riconoscere i danni e a rifonderli in misura accettabile. Prima d'impegnarsi nero su bianco, il liquidatore ha chiesto di fare una telefonata ed è uscito.

E' rientrato un'ora e mezza dopo, scuro in volto: "Scusate - ci ha detto - ma mi hanno appena revocato il mandato. Dicono di avere avuto la garanzia che entro l'anno arriverà l'amnistia". Non ci è rimasto altro che alzarci e andarcene. Ora, a settembre, nella riunione periodica con i malati e i parenti delle vittime, dovremo comunicare la triste notizia: se passa l'amnistia, nessuno vedrà un soldo di danni".

E l'indulto? "Beh - osserva l'avvocato - la prospettiva di uno sconto di pena così rilevante anche per reati tanto gravi come l'omicidio colposo da amianto, che provoca il mesotelioma pleurico, l'asbestosi, il carcinoma polmonare non solo in chi lavora negli stabilimenti, ma anche in chi abita nelle vicinanze, è un'ulteriore garanzia di sostanziale impunità. Se penso alla fatica che abbiamo fatto per raccogliere le carte che inchiodano l'Eternit, le perizie, le testimonianze, sfidando il potere di quelle potentissime lobby... E se penso che, solo a Casale, si scoprono ancor oggi 35-40 nuovi casi di mesotelioma all'anno...".

L'inchiesta Eternit, coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, è in dirittura d'arrivo: dovrebbe concludersi, con le consulenze tecniche e gli studi epidemiologici, entro fine anno. Ma se, in dibattimento, dovesse cadere l'ipotesi più grave e difficile da dimostrare - il disastro doloso - le eventuali condanne per gli altri reati rientrerebbero facilmente nei 3 anni dell'indulto.

Non basta. L'avvocato Bonetto è parte civile anche in un altro processo, che inizierà a Torino il 7 ottobre: quello a carico degli ex vertici di Fiat Auto (68 manager e dirigenti, da Paolo Cantarella e Roberto Testore in giù), rinviati a giudizio per lesioni colpose gravi o gravissime nei confronti di 187 operai delle carrozzerie Mirafiori. Il processo mette in discussione l'organizzazione dei ritmi di produzione, che avrebbero causato nei lavoratori varie "sindromi da sforzo ripetuto" alle mani, alle spalle e alle braccia. Accuse gravi, ma punite con pene molto basse, certamente inferiori ai 3 anni "tagliati" dall'indulto.

Il procuratore Guariniello, che coordina il pool "Salute e sicurezza", prevede un colpo di spugna pressoché totale di gran parte dei suoi processi anche per i reati ambientali, per il doping e per la tutela consumatori. Come quelli a carico delle multinazionali Bayer e Glaxo, per i presunti danni alla salute provocati da farmaci come il Lipobay e il Lanoxin. Per questi reati, oggi, in carcere non c'è nessuno. Grazie all'indulto, non ci entrerà nessuno nemmeno in futuro.

(25 luglio 2006)

lunedì 24 luglio 2006

Indecenze parallele


Prove generali di inciucio

Leggo e pubblico l'editoriale di Scalfari sulla questione indulto.
Un ricatto in nome di Cesare Previti
di EUGENIO SCALFARI

Debbo confessare che il Di Pietro capo di partito non incontra le mie simpatie. Non mi piace la sua squadra. Non mi piace affatto quel suo subdolo personaggio che è andato a fare il presidente della commissione Difesa della Camera con i voti del centrodestra. Diciamo insomma che non sono un fan dell'ex procuratore di Mani pulite.

Ma dichiaro che condivido invece al cento per cento la posizione di Di Pietro sul provvedimento di indulto preparato dal ministro della Giustizia, sul quale la Camera discute oggi e probabilmente voterà domani. Sono molto stupito che quel provvedimento abbia il sostegno di tutti i gruppi del centrosinistra, compresa quella sinistra radicale che spacca il capello in quattro sulla necessità che il governo sia "discontinuo" rispetto alla politica e alla legislazione ereditate da Berlusconi.

Il problema di questo indulto è chiarissimo: il centrosinistra è favorevole all'amnistia ma non riesce ad ottenere la maggioranza qualificata che la legge richiede.

Allora ripiega su un indulto diminuendo di tre anni le pene comminate a tutti i responsabili di reato salvo alcune categorie ritenute di particolare gravità. I reati esclusi dall'indulto sono nel disegno di legge Mastella quelli di natura mafiosa, quelli riguardanti la pedofilia e i reati di terrorismo interno e internazionale. In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella - e per la prima volta nella nostra legislazione - questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento. Di qui il rifiuto di Di Pietro di votare in favore e di qui anche la nostra concordanza con la sua posizione.

La verità che sta dietro all'estensione dell'indulto ai reati di corruzione e concussione contro lo Stato è presto detta: senza quell'estensione i voti di Forza Italia verrebbero a mancare e quindi non si raggiungerebbe il "quorum" necessario. Mastella e la maggioranza di centrosinistra si sono trovati di fronte a questa "impasse"; per superarla hanno trangugiato il rospo.

Il rospo, tra l'altro, ha un nome abbastanza ostico: si chiama Cesare Previti. Previti deve scontare cinque anni per una sentenza passata in giudicato. Con l'indulto la pena si riduce a due anni per i quali sono previsti provvedimenti alternativi come l'affidamento ai servizi sociali.

Il problema Previti ha rappresentato una spina costante per Forza Italia, che ha cercato di liberarsene in tutti i modi. Soprattutto con un'aggressione continua e durata un decennio intero contro la magistratura italiana nel suo complesso e quella milanese in specie e con leggi "ad personam" che hanno rappresentato una delle più umilianti stagioni politiche del Parlamento italiano.

Nonostante questi innumerevoli tentativi di manipolare e impedire l'azione della giurisdizione, l'obiettivo è stato raggiunto solo in parte; una condanna c'è stata, un reo è stato assicurato alla giustizia. E come lui parecchi altri in analoghe condizioni.

Ora l'indulto che il centrosinistra propone oggi alla Camera, con l'accordo di Forza Italia, realizzerà ciò che non era riuscito al governo Berlusconi. Di più: le persone responsabili di reati contro la pubblica amministrazione sono in tutto sessantasette; un numero esiguo che non contribuirà in nessun modo a quello sfoltimento della popolazione carceraria che è l'intento principale del provvedimento di clemenza.
C'è infine un'ultima ragione che ci spinge a criticare la posizione del governo e a concordare con quella di Di Pietro: gran parte dei parlamentari di An voteranno contro il provvedimento di Mastella. Per ragioni che non condividiamo, ma resta il fatto che i colpevoli di reato contro lo Stato per corruzione e concussione avranno sconti di pena col voto del centrosinistra e di Forza Italia e con il voto contrario di Alleanza nazionale. È una posizione piuttosto scomoda, non vi pare?

(24 luglio 2006)

da repubblica.it

venerdì 21 luglio 2006

Il tempo come enigma


RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI "DESTINO"

Vince lo "Scarpe diem" del 25 luglio il forumista "FEROLUCE", che modera il forum "bioetica e psicologia" (che vi consigliamo caldamente), con una brillante intuizione sulla genesi del concetto di "destino", che qui riportiamo.
La casualità del divenire non è altro che un metodo di studio della realtà al quale ricorriamo per comprenderne le dinamiche. Tutto ciò che avviene, infatti, non è casuale ma avviene nell'unico modo possibile in cui può avvenire.
Il concetto di "casualità" lo formuliamo per il semplice fatto che nella maggior parte dei casi non siamo a conoscenza di tutti i "dati" necessari per prevedere esattamente come andranno le cose, ma se fossimo in grado di conosere tutti i dati necessari il concetto di "casualità" svanirebbe.

Di conseguenza, così come ciò che è accaduto nel "passato" non è mutabile, allo stesso modo non è mutabile ciò che avverrà nel "futuro" in quanto esso stesso diventerà passato. Ma, quando noi siamo costretti ad analizzare il presente il futuro risulta incognito e variabile proporzionalmente alla nostra ignoranza relativa agli avvenimenti di cui ci interessiamo.

Ciò significa che in potenza è possibile prevedere il futuro con la massima precisione... basta conoscere tutti i "dati" necessari!! purtroppo (o per fortuna) al momento il nostro stadio evolutivo non ci consente una simile capacità quindi dobbiamo limitarci a riconoscere che esiste un divenire unico e immutabile che è avvenuto, avviene, e avverrà senza alcuna casualità, concetto ben sintetizzabile con il termine "destino".... a questa consapevolezza poi nel tempo abbiamo aggiunto valenze religiose ed enti supremi che lo scrivono a loro piacimento, ma spogliandolo da tutte le implicazioni religiose o simili penso che il "destino" non sia qualcosa in cui si può credere o meno ma semplicemente un dato di fatto.

Questa speculazione filosofica sul destino mi è rimasta impressa e ha determinato al mia nuova posizione sul destino, quindi per me è degna di ricordo!!!

domenica 16 luglio 2006

Lavorare coi piedi


26-06-2006
Il goal non segna la crescita
Tito Boeri
Carlo Favero
Battista Severgnini

La nazionale italiana è campione del mondo e si materializza così  lo scenario descritto da uno studio dell’ufficio economico della banca olandese Abn Amro (1) citato da molta stampa internazionale (il sospetto è che servisse solo per farsi pubblicità). Vi si narra di una possibile vittoria dell’Italia ai mondiali di Germania 2006, stimando che la nostra economia potrebbe crescere dello 0,7 per cento in più se la squadra allenata da Lippi riuscisse a vincere la finale di Berlino del 9 luglio. Pur di evitare le lacrime e sangue promesse da Tommaso Padoa-Schioppa, forse qualche ministro stava meditando in cuor suo di prendere a prestito, almeno fino al 9 luglio, una bandierina di Forza Italia.
Gli effetti di una vittoria
Il fatto è che lo studio di Abn-Amro evita accuratamente di identificare l’effetto di una vittoria ai mondiali sulla crescita economica. In altre parole, non cerca di isolare l’effetto della vittoria sulla crescita, dopo aver tenuto in considerazione l’effetto di tutte le altre variabili che determinano la performance di un’economia. Si rischia, in questo modo, di attribuire alla vittoria ai mondiali l’effetto di altre variabili, ad esempio la crescita del commercio internazionale, che non hanno nulla a che vedere con il calcio.
In molti campi scientifici gli effetti causali sono studiati tramite esperimenti. Il tipico esperimento controllato è quello utilizzato per l’approvazione di nuovi farmaci per usi medici diffusi. La pratica consiste nel selezionare casualmente due gruppi di pazienti e nel somministrare al primo gruppo (gruppo di trattamento) il farmaco di interesse mentre al secondo gruppo (gruppo di controllo) viene somministrato un innocuo sostituto senza efficacia (noto come placebo). Il farmaco viene approvato solo nel caso in cui l’esperimento controllato fornisce evidenza statistica sull’effetto differenziale rispetto al placebo. L’approccio sperimentale ha il vantaggio di identificare l’effetto causale come differenziale: guardando alla differenza tra il gruppo di trattamento e il gruppo di controllo si identifica l’importanza del fenomeno di interesse depurando i dati da tutti quei fattori che hanno lo stesso effetto tra i due gruppi. Purtroppo gli esperimenti basati su campionamenti casuali sono difficilmente replicabili in economia.

Calcio e Pil
Torniamo al caso dei mondiali. Per verificare la congruità della previsione di Abn-Amro sull’effetto mondiali, si può paragonare la crescita del Pil nel paese vincitore l’anno immediatamente precedente i mondiali, l’anno dei mondiali e l’anno successivo. Questo esercizio è compiuto nella tabella 1, che riporta elaborazioni su dati estratti dalla banca dati del Penn World (Tabella 6.1). (2) La tabella ci dice che i paesi vincitori crescono di meno nell’anno dei mondiali rispetto a quanto siano cresciuti tanto nell’anno precedente quanto nell’anno successivo (nella Tabella 1 abbiamo anche evidenziato in rosso i casi di peggiore performance).
Tutto ciò contraddice la conclusione di Abn-Amro, ma non costituisce ancora una prova sperimentale del perché non sono solo i mondiali a causare differenze nei tassi di crescita di un’economia in tre anni diversi per paesi diversi. Un esperimento più significativo consiste nel confrontare la crescita del Pil del paese vincitore con quella del paese finalista perdente. Anche in questo caso non siamo nella situazione sperimentale ideale, ma considerando le differenze negli assi di crescita tra diversi paesi nello stesso arco di tempo possiamo almeno controllare per il trend mondiale della crescita. Se c’è stato uno shock negativo all’economia mondiale (ad esempio uno shock petrolifero), questo dovrebbe riflettersi nella performance economica tanto del vincitore che del perdente.

Tabella 1




Diff-in-Diff
Anno
Campione
Secondo Classificato
verso il Secondo



PrecedenteSuccessivo
1958
Brasile
Svezia
-5.03
0.29
1962
Brasile
Cecoslovacchia
n.d.n.d.
1966
Inghilterra
Germania Ovest
n.d.n.d.
1970
Brasile
Italia
2.13
5.83
1974
Germania Ovest
Paesi Bassi
-3.96
3.72
1978
Argentina
Paesi Bassi
-10.38
13.93
1982
Italia
Germania Ovest
0.89
-2.64
1986
Argentina
Germania Ovest
12.24
-5.09
1990
Germania Ovest
Argentina
-5
-13.99
1994
Brasile
Italia
-2.87
-2.47
1998
Francia
Brasile
7.99
-7.17
Media

-0.44
-0.84
Standard Error

6.75
8.25

Ma anche in questo caso (si vedano i risultati riportati nella tabella 2) i dati non danno ragione all’affermazione di Abn-Amro: la crescita nel paese vincitore dei mondiali è inferiore in media a quella della squadra finalista perdente. Da ultimo, si noti che la tabella riporta anche le deviazioni standard delle differenze: sono sempre più elevate delle medie. Questo significa che non esiste un "effetto vittoria ai mondiali" statisticamente significativo sulla crescita del Pil. (3) Non serve a crescere, ma neanche a peggiorare la performance economica.
Morale della favola: non illudiamoci, ma tifiamo lo stesso per un calcio corretto e pulito.

(1) La versione in italiano della ricerca è disponibile al link http://www.abnamro.com/.../abnamro_soccernomics_2006_it.pdf
(2) http://pwt.econ.upenn.edu/
(3) Per un ulteriore discussione di questo argomento si veda http://www.econ.rochester.edu/eco108/ch2/WorldCupEffect.html

Tabella 2

Anno
Campione
Periodo




PrecedenteMondialiSuccessivo
1958
Brasile
8.23
2.64
5.84
1962
Brasile
10.1
1.88
2.28
1966
Inghilterra
1.97
1.08
1.37
1970
Brasile
5.63
7.06
8.58
1974
Germania Ovest
4.43
-0.55
-1.52
1978
Argentina
5.14
-5.31
8.35
1982
Italia
0.12
0.41
0.93
1986
Argentina
-6.75
5
1.59
1990
Germania Ovest
3.03
2.39
4.22
1994
Brasile
3.65
4.47
2.89
1998
Francia
1.39
3.43
2.61

Tabella 3


Secondo Classificato
Periodo




PrecedenteMondialiSuccessivo
1958
Svezia
2.37
1.81
4.72
1962
Cecoslovacchia
n.d.
n.d.
n.d.
1966
Germania Ovest
n.d.
n.d.
n.d.
1970
Italia
5.85
5.15
0.84
1974
Paesi Bassi
4.13
3.11
-1.58
1978
Paesi Bassi
1.69
1.62
1.35
1982
Germania Ovest
0.04
-0.56
2.6
1986
Germania Ovest
3.03
2.54
4.22
1990
Argentina
-10.36
-6
9.82
1994
Italia
-1.69
2
2.89
1998
Brasile
1.93
-4.02
2.33
da Lavoce.info

(postato dal coblogger Condorbianco)