Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Sicurezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sicurezza. Mostra tutti i post

sabato 8 maggio 2010

Se tagli la sicurezza almeno prestaci i soldatini per spingere le macchine senza benzina


Dopo l´inchiesta su Roma e Napoli (500 auto ferme in garage) la indagine conoscitiva dei sindacati sul parco auto di Palermo ha individuato centoquaranta auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare, mancano i fondi a causa del taglio sulla sicurezza deciso dal governo. Il questore corre ai ripari con una sorta di Risiko delle volanti, spostando dieci auto da un ufficio all'altro .
Il dato è allarmante: su 530 tra autovetture e moto assegnate alla questura, 140 sono ferme alla caserma Lungaro, nella sezione Motorizzazione. Dal guasto di pochi euro per una frizione fuori uso si passa anche a spese da mille euro per motori sui quali gravano migliaia di chilometri.
A rischio è la sicurezza dei cittadini. Alcuni poliziotti anticipano di tasca propria i soldi per piccole riparazioni alle vetture, pur di evitare di doverle lasciare in officina.
Potrebbero utilizzare i militari che il governo ha inviato nelle citta'.
La polizia nelle macchine e i militari dietro a spingere. Ottimo esempio di collaborazione tra forze dell'ordine...
Le forze dell'ordine stanno facendo un gran lavoro nonostante questo governo, che in concreto, oltre a lodarsi ingiustificatamente per la cattura dei mafiosi:
-ha tagliato i fondi alle forze dell'ordine, al punto che molti commissariati non hanno i soldi per la benzina o le riparazioni agli automezzi.
-ha varato una legge criminogena che consente il riciclaggio a prezzi di favore del denaro sporco (lo scudo fiscale).
-ha in progetto una legge che renderà le indagini estremamente difficili (legge sulle intercettazioni)
-ha proposto un altro provvedimento che consentirà di arrivare più facilmente al proscioglimento per decadenza dei termini (processo breve).
-sta disapplicando il 41 bis, al punto che ci sono casi in cui ai boss della criminalità viene consentito di stare insieme per l'ora d'aria.
Questo è quel che pensiamo quando vediamo politici sbrodolarsi a Porta a Porta celebrando la cattura di pericolosi latitanti: nonostante voi ce la facciamo...
Questo che segue è la busta paga di un agente di PS:
stipendio netto: 700 euro; indennità di rischio: circa 500 euro netti; straordinari ( in media fra notturni festivi e ordinari) 7.50 euro l'ora.
Indennità ordine pubblico in sede ( tipo i celerini) 10 euro circa; fuori sede 15 euro circa.
in media uno stipendio oscilla fra i 1.200 euro netti ai 1.600 euro ( con le ossa tutte rotte, 55 ore di straordinario e qualche notturno in più)
in caso di morte in servizio 200.000 euro ai familiari più pensione di 100 euro circa ( alla moglie o figli).
in caso di morte fuori dal servizio prima dei 14 anni di servizio:banane!
Tali  stipendi dimostrano come le forze dell'ordine siano le meno pagate (rapporto stipendio/potere d'acquisto) in europa e come anche quest'anno la crescita sia stessa inesistente.
Infatti , oltre al settore delle telecomunicazioni una quasi inesistente crescita delle retribuzioni si è registrata per le forze dell’ordine e il comparto militare/difesa con incrementi frazionali e rispettivamente pari allo 0,2% ed allo 0,3%.
Lorenzo68

mercoledì 5 settembre 2007

Modelli di sicurezza



"TOLLERANZA ZERO PER LA STUPIDITA' "

di  Diego Novelli 30230 Sindaco (di sinistra) di Torino dal 1975 al 1985

                          dal testata2 del 2 settembre
E' vero, l'ordine e la sicurezza non possono essere né di destra né di sinistra. Ogni cittadino desidera vivere, come auspicava Zavattini, in una città dove «buongiorno, significhi veramente buongiorno» senza temere di essere scippato, aggredito, violentato. L'unica distinzione reale che va fatta tra coloro che sono preposti al governo della cosa pubblica è tra gli intelligenti e gli stupidi. Non c'è difficoltà dove collocare Borghezio, Gentilini, Gasparri, ecc... Il guaio è che, ad essere onesti, la lista da qualche tempo si è allungata ed è trasversale. In questa demenziale rincorsa al consenso (sperando che si tramuti in voti) dei cosiddetti benpensanti, ne stiamo leggendo di tutti i colori.
Ancora
I bulli quindicenni ad esempio, non si correggono costringendoli a scrivere cento volte, «sono un cretino, sono un cretino». Tutt'al più si possono convertire se a dire loro «sei un cretino» sono i compagni di classe a condizione che questi sin dalla scuola del pre-obbligo abbiano avuto un'educazione intelligente. In un Paese dove (come ci ricorda Tullio De Mauro) il 60% degli abitanti è analfabeta di ritorno cioè sa leggere e scrivere (una cartolina di auguri), ma non sa compitare una lettera nella quale trascrivere il proprio pensiero, c'è di che per stare allegri.
Viviamo in una realtà dove i nuovi modelli, per i giovani, sono il fotografo Corona, il quale ha recentemente firmato un'autobiografia (scritta da due giornalisti), pubblicata non a caso dal berluschino Cairo, nella quale ci rivela che il carcere (che avrebbe ingiustamente subito) gli è stato utile, perché finalmente è riuscito a leggere il primo libro della sua vita. Viviamo nella patria delle sorelle Cappa, aspiranti veline, quelle del fotomontaggio con la cugina assassinata. Della squillo al servizio del democristiano doc (che ha regalato alla moglie per riappacificarsi, un maxi-brillante) che spera di trarre profitto dalla sua disavventura nell'albergo romano, magari con un invito all'Isola dei famosi.
Viviamo nell'Italia dei Lele Mora, dei Briatore (anche se ha la residenza all'estero ai fini fiscali) dei Moggi, in pellegrinaggio a Lourdes in compagnia del Cardinale Ruini. Quale messaggio viene quotidianamente trasmesso alle nuove generazioni ?

Nel 1976 l'Amministrazione comunale di Torino inventariò i danni provocati alla città dal vandalismo adolescenziale (circa un miliardo all'anno di vecchie lire). Per combatterlo fu istituito il «tempo pieno» nelle scuole dell'obbligo, «l'estate ragazzi», l'uso di tutte le strutture pubbliche ai fini didattici, ad esempio visite e lezioni presso la caserma dei vigili del fuoco contro gli incendi, agli studi Rai per un «consumo» diverso della televisione nella scelta dei programmi, all'acquedotto municipale per non sprecare il bene acqua...
L'obiettivo era quello di occupare, nel modo più intelligente, senza pedanteria, senza annoiare, anzi divertendo il tempo «vuoto» dei ragazzi.
Quattro anni dopo, il costo dei danni per «vandalismo domestico» era stato più che dimezzato. Buon ultimo è arrivato in questi giorni il ministro dell'interno proponendo il modello Giuliani: «Tolleranza zero». Si presume che il ministro, almeno attraverso gli uffici studi di cui dispone, sia informato. Evidentemente no.

L'editore Laterza ha pubblicato lo scorso anno, un illuminante libro, di una studiosa italiana, Lucia Re, dell'università di Firenze (la città dell'assessore Cioni!), nonché redattrice del Centro di filosofia del diritto internazionale.
Scrive la Re: (cito testualmente)
1) Il tasso di detenzione degli Stati Uniti è il più alto del mondo, con 726 cittadini incarcerati ogni centomila (fra le persone residenti negli Usa, 1 ogni 138 è in carcere)
2) Il segreto del successo di New York, se di successo si deve parlare, è dovuto alle modalità operative e organizzative adottate dal New York Police Department.
3) I metodi di polizia adottati a New York hanno determinato un forte aumento delle violazioni dei diritti delle persone fermate e arrestate. Molti casi di abuso della polizia hanno condotto alla morte delle vittime.
4) Le uccisioni con armi da fuoco da parte della polizia sono aumentate del 34,8% mentre le morti di civili detenuti in custodia dalla polizia sono cresciute del 53,3%. E' questo che vuole in Italia il ministro dell'interno Amato-scrivania (un tempo socialista , si fa per dire)?
Si documenti per favore e mediti prima di lanciare certe campagne.
(Grazie a Valerio T per la pubblicazione sul suo blog "Terra di Mezzo".

venerdì 11 agosto 2006

Ancora sull'indulto



SCAMBIO DI OPINIONI CON PIERO FASSINO


Giorni fa ho inviato questo messaggio a Piero Fassino:

“Caro Fassino,

sono da sempre un elettore che apprezza il Suo modo di fare politica.
Ho letto "Per passione" e lo tengo tra i miei libri di politica preferiti, benché abbia poco condiviso alcune Sue posizioni su Craxi.

Detto questo, ho sempre ammirato il Suo inesausto tentativo di far politica in modo etico.

Ora però sono davvero molto disorientato, e con me molti altri elettori di centrosinistra.

Non starò qui a dire perché ci riesce indigeribile l'indulto di Mastella, e il ricatto di Forza Italia vòlto come sempre a sdoganare, insieme alle persone ree, i loro comportamenti.

Quello che mi fa e ci fa male, malissimo, è che il centrosinistra (Di Pietro a parte)abbia tutta questa fretta di fare "questo" indulto: in questo modo.

Allora, tutta la lotta morale che abbiamo fatto in questi anni, per rivolta contro l'abbominio istituzionale e (in)civile del berlusconismo, è stato inutile?

Scusi, ma per lealtà Glielo dico chiaramente: se fate passare questa cosa, io la prossima volta non vi voto più, sperando che non ci sia come al solito il lupo cattivo da rimandare ad Arcore.

Con fiducia.”

Ricevo ora la sua risposta, e volentieri la pubblico:

“Rispondo volentieri alla e-mail sull’indulto che mi hai inviato.

Oggi vivere in carcere significa vivere in un inferno. La disumanità del carcere riguarda la società intera, riguarda tutti noi. Perchè nega la missione rieducativa che la Costituzione assegna alla detenzione. Perché la civiltà di una società si misura anche dal suo sistema carcerario. Nessuno di noi, “fuori”, può disinteressarsi di come vive chi è 'dentro', delle sue condizioni presenti e delle sue prospettive di reinserimento.

In cinque anni, il centrodestra non ha fatto nulla per le carceri, al contrario, ha varato leggi che hanno già prodotto una inutile e dannosa moltiplicazione della popolazione carceraria, pensiamo alla ex-Cirielli, alla legge sulle tossicodipendenze e alla Bossi-Fini

Al 31 dicembre 2005 il numero dei detenuti era pari a 59.523 unità in un sistema carcerario fatto per ospitarne 35.000. Nel 2001 erano 43.000.

Dall'entrata in vigore della Bossi-Fini, i detenuti stranieri sono diventati il 45% del totale: una cifra mai raggiunta prima. Altro dato significativo riguardo gli ingressi nelle carceri è quello relativo alla violazione delle norme in materia di stupefacenti: nel 2005 sono stati registrati 15.917 ingressi di italiani e 10.144 di stranieri.

Un provvedimento di clemenza  non era più rinviabile, tenuto conto che l'ultimo indulto risale a sedici anni fa.
La Costituzione richiede, per una legge di questa natura, il voto favorevole dei due terzi dei componenti di ogni ramo del Parlamento.  Una maggioranza amplissima che può essere realizzata solo con un'intesa tra il più ampio numero di forze politiche e con la ricerca di un punto di equilibrio.

Abbiamo perciò lavorato ad un testo equilibrato e ragionevole, che, rispetto ad indulti del passato, comprende la più lunga lista di reati esclusi dall'applicazione dell'indulto: associazione sovversiva; tutti i reati connessi al terrorismo; devastazione,  saccheggio e strage; sequestro di persona a scopo di  eversione; banda armata; associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 del codice penale; associazione di tipo mafioso; riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; prostituzione e  pornografia minorile; tratta di persone; tutte le forme di  violenza sessuale; corruzione di minorenni; sequestro di persona a  scopo di rapina o di estorsione; riciclaggio di denaro o beni provenienti da sequestri di persona a scopo  estorsivo; produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti secondo l'articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina  degli stupefacenti e sostanze psicotrope.

Non solo, ma su tutti i reati a cui si applica l’indulto non c'è nessun colpo di spugna.

Per i reati finanziari, di corruzione e contro la pubblica amministrazione i processi proseguono, restano immutate le responsabilità, le condanne, i reati non si cancellano e, soprattutto resta ferma l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, restano ferme le pene accessorie anche temporanee.  Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro  e le morti bianche, viene garantito il diritto delle vittime al risarcimento. Noi saremmo stati i primi a dire no ad un'amnistia perchè questa cancella il reato. Non è questo il caso.

Abbiamo detto sì all'indulto, dunque, non per favorire qualcuno, ma perchè era una risposta necessaria, doverosa e non più eludibile all'emergenza delle carceri.
Ora occorre dare avvio ad una serie di riforme per restituire efficienza all'amministrazione della giustizia e cancellare le pessime leggi - vergogna ereditate dal centrodestra, a cominciare dalla Cirami e dalla ex-Cirielli.  Ed è quello che faremo.

Ringraziandoti per l’attenzione.

                                                                                                                        Piero Fassino”