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lunedì 19 marzo 2012

Italia 1919-1994: una tentazione dura a morire

ALLARMANTE ATTUALITA'




Dal PNF (Partito Nazionale Fascista) al PDL. Da Benedetto XV a Benedetto XVI.
Historia magistra vitae.

sabato 17 marzo 2012

Da Silvio a Scajola a Rutelli: si allunga su di noi...


L'OMBRA DELLA TONTOCRAZIA


 

Tempo fa ebbi a scrivere che Berlusconi, affermando con eccessivo nervosismo di essere stato convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, ci stava disperatamente chiedendo di crederlo tonto. Non fu da meno Scajola, il quale giunse a sostenere che qualcuno aveva osato regalargli un principesco appartamento con vista Colosseo, ma – per carità! – a sua insaputa; ebbe anzi l’ardire di soggiungere che se avesse avuto le prove del misfatto avrebbe denunciato il reo, ed a udire questa battuta fui davvero tentato di credere, per un attimo, che Scajola fosse tonto come fingeva di essere.

Meglio tonto che criminale, d’accordo: ma non mi sento molto tranquillo a lasciare i destini della Patria nelle mani di uno che riesce a farsi fare fesso da una diciassettenne che cerca maldestramente di inventare una scusa puerile. 
Meglio tonto che corrotto, ma se penso che Scajola era all’epoca ministro dello sviluppo economico, e non sapeva accorgersi che il suo patrimonio aumentava vertiginosamente, beh, lo trovo inquietante.  Rimane comunque da chiedersi se si considerasse ministro del nostro o del suo, di sviluppo economico.

Del resto, si sa che, a partire da Bertoldo, l’arte di fingersi appunto tonti per non pagare il dazio è da sempre diffusa in Italia; solo che una volta era l’unica difesa del popolo inerme di fronte ai potenti; oggi il potente la reclama per sé e per sé solo. La faccia da scemo rischia di diventare uno status symbol degli oligarchi, come l’auto blu, la scorta, il titolo di onorevole e l’avviso di garanzia.
A quanto pare Rutelli non fa eccezione. Nel caso degli ammanchi del suo tesoriere Lusi, egli sostiene – sprezzante del pericolo – di non essersi mai avveduto, poverino, che decine di milioni di euro transitavano beati e indisturbati dalle tasche del suo partito a quelle del tesoriere.

No, dico, e noi a gente così dovremmo dare in mano i destini del Paese?  Penso che troppi, tra i  nostri politici si disinteressino totalmente di quanto non riescono a rubare.  A giudicare dalla loro apparente intelligenza, questo loro disinteresse è quasi rassicurante.

sabato 10 marzo 2012

Un odore strano

IL PROCESSO DELL'UTRI AL MACERO


Il fatto: la Corte di Cassazione ha dichiarato nullo il processo d'appello, nel quale l'imputato Dell'Utri Marcello era stato condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo andrà rifatto, ma la prescrizione scadrà nel 2014. Le probabilità che non si giunga quindi al solito proscioglimento per prescrizione sono  praticamente nulle. 

Cosa non sorprende: In punto di diritto, la Suprema Corte non ha fatto che accogliere la richiesta dell'accusa nella persona del pg Iacoviello, secondo il quale in secondo grado non è stata considerato a dovere che  i ripetuti, continuati e comprovati contatti con boss mafiosi - da Vittorio Mangano a Gaetano Grado, Mimmo Teresi a Antonio Virgilio, da Salvatore Enea a Jimmy Fauci a Francesco Paolo Alamia non sono reati in sé (prendere un caffè, o essere invitati a cena da loro non sono comportamenti sanzionati dal Codice Penale). Ci volevano le prove che in quei nobili consessi si parlasse di mafia, favori, appalti, droga, appoggi politici, e non so che altro. E purtroppo la mafia non è adusa verbalizzare le sue riunioni né tantomeno porre tali verbali a disposizione degli inquirenti. Ora, l'espressione "concorso esterno in associazione mafiosa" indica "una forma di manifestazione del reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, previsto e punito dall'art. 416-bis del codice penale italiano. Il manifestarsi del concorso esterno si realizza con l'apporto di un contributo effettivo al perseguimento degli scopi illeciti di un'associazione di tipo mafioso senza però prender parte al sodalizio mafioso. (...) " (Wikipedia) 
Quindi, non disponendo di prove certe, si è ritenuto che in appello si sia omesso di far valere la presunzione di innocenza ai fini penali, e di conseguenza il processo - dice la Corte di Cassazione - andrà rifatto. 
In punto di diritto, si può condividere o meno, ma è oggettivamente una tesi che si può sostenere. 

Cosa sorprende (e puzza un po'): Sorprende che il processo sia stato assegnato al giudice Aldo Grassi, noto alle cronache per il suo legame con il famigerato giudice Corrado Carnevale, detto "ammazzasentenze". Sorprende che sia stata l'accusa, nella persona di Iacoviello, a sostenere una tesi sostenibile - ma che fa solo gli interessi della difesa - con toni che sanno più di arringa che di requisitoria, spingendosi fino a criticare l'esistenza stessa della fattispecie di reato, asserendo che al reato di concorso esterno in associazione mafiosa "oggi non crede più nessuno". 
Puzza un po' che tutto questo avvenga quasi contemporaneamente al proscioglimento di Berlusconi nel processo Mills, dove  la sentenza, guarda caso, è giunta con una settimana di ritardo rispetto alla scadenza della prescrizione. Puzza che tutto questo avvenga dopo i molti segnali che Berlusconi ha mandato al governo. Puzza che il trattamento verso Dell'Utri sia improvvisamente cambiato proprio adesso che B. non è più al potere.


Detto questo: Ora ricominceranno a starnazzare sull'innocenza, anzi la santità di Dell'Utri, sulla persecuzione di lui e di Berlusconi, adducendo anzi come prova proprio l'arringa (perché non si può parlare di requisitoria) dell'accusa. Fingendo di non sapere che la Cassazione può pronunciarsi solo sulla correttezza dei gradi precedenti del processo, e non sul merito (i.e. sulla valutazione delle prove e della loro gravità).


sabato 3 marzo 2012

Avanti il prossimo.


E DOPO BENITO E SILVIO...?


Un raduno di Balilla


Boh, sarà che a quasi  53 anni comincio ad avere la sensazione (ahi ahi…) di aver già visto tutto.
Ma sta di fatto che in questo periodo mi sembra di essere in qualche modo tornato al ’91-’92. Massì, dài, mi riferisco a quel diffuso sentimento di incazzatura, di disillusione, che derivava dallo spettacolo indecoroso della politica sul finire della Prima Repubblica.  Qualunquismo a tonnellate (per la serie: “è tutto un magna magna, son tutti uguali” - oggi lo chiamerei “tuttugualismo”).

Ma anche la speranza. Allora essa era riposta dai più (e da me tra loro) nell’opera meritoria e donchisciottesca della Magistratura (“Di Pietro facci sognare”). Oggi nella ritrovata serietà di un governo di cui si può lecitamente dire di tutto, meno che non sia – finalmente – un governo normale, degno di stare alla pari con quelli degli altri Paesi europei e non solo.

E allora?
E allora niente, insieme alla speranza – vuoi vedere che stavolta ci trasformiamo in un Paese decente, dopo tutto l’Italia ha dato il meglio di sé nelle Ricostruzioni – insieme alla speranza, dicevo, ho paura.
Si, perché dalle macerie della Prima Repubblica sorse, anziché un’Italia più onesta, il potere del Cavaliere Nero, che devastò per quasi vent’anni il mio Paese con attentati alla Costituzione e ai diritti civili, con lo sdoganamento del peggiore razzismo e del più becero neofascismo, con una politica economica folle e classista, ma anche con una politica estera da barzelletta. Un potere che non so se passerà alla Storia più per il malaffare, peggiore persino che con Craxi e Andreotti, o per la sua incapacità ed inettitudine (e su questo, ahimé, non c’è confronto se non, forse, nel regime fascista).

Proprio come era già avvenuto nel periodo ’19-’22 (e chi ha studiato la Storia non ha bisogno di spiegazioni).
Mi viene da chiedermi, con angoscia crescente, a chi adesso toccherà raccogliere il testimone di Benito e Silvio. Ci toccherà il solito dittatorucolo da strapazzo? O il solito ladro matricolato? O ancora, il solito cialtrone incapace ma bravissimo a incantare le masse? O un concentrato di tutte e tre le cose, come è successo con il bungabunghista di Arcore?

Poi penso che però la temperie storica è diversa.  Forse la borghesia italiana, il Vaticano, gli USA, i poteri forti, hanno capito che è meglio un Monti, per i loro interessi, che un Berlusconi.
Berlusconi, mi dico, non è più al potere (ne ha ancora, di potere, ma una cosa è avere potere e un’altra è essere al potere, non so se mi spiego): ma non ha ancora lasciato la scena politica, e con lui nemmeno l’altro cialtrone, Bossi. Questo rappresenta un bel “tappo” elettorale, visto che messi insieme rappresentano ancora un terzo dei voti… E quindi non c’è spazio, per ora, né per qualcosa di peggio (???) né per qualcosa di uguale ma apparentemente diverso.

Forse non mi resta che augurare alla Lega, e al PDL un lunga, lunghissima agonia.
Magari, nel frattempo, si diventa davvero un Paese normale. Forza Italia.

domenica 26 febbraio 2012

Forse può nascere la Terza Repubblica

IL VENTO CAMBIA



a) La sentenza di Milano sul caso Mills. 
Solita storia, già vista. Un sistema ipergarantista. Un imputato che ha avuto un potere quasi illimitato, e che si è fatto delle leggi che ne impediscono la condanna. Un'informazione a lui in gran parte asservita (ancor oggi la RAI è gestita dai dirigenti da lui nominati). E un messaggio vagamente minaccioso lanciato dalla difesa durante l'arringa finale: "confidiamo che questa corte, nonostante tutto, saprà giudicare con imparzialità". Di seguito, il solito coro di piagnistei  sulla inesistente "persecuzione" del reo (perché di reo si tratta, benché non punibile) e di balle sulla sua "innocenza".
Di diverso, rispetto a prima, c'è che i TG RAI non hanno titolato -mentendo - che Berlusconi è stato "assolto" (come fecero invece in analoghi casi in precedenza), bensì "prosciolto per prescrizione" - il che invece è vero alla lettera. 
La difesa si lascia scappare che avrebbe preferito l'assoluzione piena - con ciò ammettendo implicitamente che B. NON E' STATO ASSOLTO. 
Infatti tutto ciò la dice lunga su due cose. 
Primo: è palese che la sentenza di proscioglimento per sopravvenuta prescrizione riconosce valide le ragioni dell'accusa, e quindi riconosce le responsabilità dell'imputato (altrimenti lo assolverebbe), ma lo dichiara non perseguibile perché nel frattempo LUI si è fatto una legge apposita, e le leggi per quanto balorde si rispettano. 
Secondo: Sta cambiando il vento e persino i pennivendoli hanno ormai capito che non conviene più leccare i piedi al lestofante.

b) Dopo un feroce assalto delle lobbies, prima tra tutte quella dei cattolici, Monti ribadisce le liberalizzazioni e l'IMU della Chiesa. Ci fosse stato al potere Berlusconi, non avrebbe nemmeno pensato di fargliela pagare, l'IMU. 
Ma il fatto che la Chiesa, anziché alzare barricate e minacciare rappresaglie, se ne sta ufficialmente buona e mostra il suo volto collaborativo (sto parlando del Vaticano, ovviamente, non delle scuole cattoliche che ovviamente strillano) indica che il vento è cambiato.

c) Berlusconi cerca di sedurre Monti e gli propone di sostenerlo anche dopo il 2013. Astuto, il ragazzo, ma questo già si sapeva. Il fatto che però - per la prima volta dopo 18 anni - non urli a tutto il mondo che vuole le elezioni, e persino mette in dubbio la propria ricandidatura, la dice lunga.
 Il vento sta cambiando, e sotto i colpi dei sondaggi - disastrosi per il PDL - persino i suoi fedelissimi devono avergli consigliato un passo indietro. Ricevuto un bel due di picche persino da Casini per la rinascita della Casa delle Libertà, sempre più distante la Lega che oramai ha capito quanto pericoloso sia stato calare i calzoni, per dieci lunghi anni, di fronte alle sfrontate pretese di Berlusconi.

d) Il diplomatico fascista (vedi http://comeungrido.blogspot.com/2011/12/retaggi-di-unonda-nera-calante.html) che era stato messo da Berlusconi e soci a rappresentare il nostro Paese in estremo Oriente, è stato rimosso, senza tante storie, senza se e senza ma. Bene, ci mancherebbe altro, dirà qualcuno; e lo dico anche io. 
Quel che c'è di nuovo è che stavolta ciò è avvenuto come una cosa pacifica, normale. Si scopre che un membro del nostro Corpo Diplomatico è un fascista convinto (e pazienza), ma soprattutto che non esita a fare apologia di fascismo? Normale, lo si rimuove dall'incarico. Come in ogni Paese civile.
Mi ha meravigliato il fatto che la cosa sia avvenuta, appunto, senza clamori. Nessuno che ha strillato alla persecuzione Komunista, all'egemonia culturale dei "rossi", e via così.
Forse anche in questo senso il vento sta cambiando.
Evviva.

PS sento dire da qualcuno, a destra, che se le stesse cose di Monti le avesse fatte Berlusconi (es. sull'art.18) ci sarebbe stata una mezza rivoluzione. 
Ora, a parte il fatto che si potrebbe dire lo stesso per il centrosinistra (vedi le "lenzuolate" di Bersani che, solo per aver tentato le liberalizzazioni venne sepolto da una campagna di stampa senza precedenti, e come lui il povero Visco che cercava, come Monti, di gfar pagare le tasse agli evasori), il paragone non sta in piedi.
Perché se un governo normale ed affidabile propone una revisione dell'art. 18 - ma anche della Costituzione, al limite - se ne può parlare. Se lo propone un governo ladro, filofascista, asservito ben precisi interessi, la cosa puzza alquanto.

venerdì 10 febbraio 2012

Monti promosso con riserva.


A MONTI UN "SEI" SULLA 
FIDUCIA. PER ORA.



Prima di criticare Monti, guardare attentamente questa foto qui sopra.

Allora, mi si sollecita da più parti, in PVT, un parere su Monti e il suo governo.
Avevo preannunciato che si sarebbe dovuto aspettare, a mio avviso, un po’ di più per un giudizio definitivo, e rimango di questo parere.
Tuttavia, son trascorsi due mesi. Un tempo appena sufficiente per poter dare una prima impressione.

Anzitutto, una valutazione politico-istituzionale. Lasciamo andare tutte le bufale dietrologiche, secondo le quali la sola presenza del governo Monti sarebbe un attentato alla democrazia.
Da un punto di vista politico, se vogliamo dire delle cose serie, ha detto bene Lella Costa a “L’Infedele”: questo Parlamento è espressione democratica delle ultime elezioni (2008), ed è quindi a maggioranza di centro-destra. Poteva un governo, per quanto d’emergenza, esser di sinistra?
Ovviamente no.
Quindi rimproverare Monti di essere quello che è – cioè di centrodestra – è una sciocchezza. Sarebbe come rimproverare al povero De Gasperi d’esser democristiano, o a Togliatti di esser comunista.

Detto questo, personalmente da anni dico e ripeto che l’Italia ha bisogno di un centrodestra presentabile. Adesso c’è un governo di centrodestra presentabile. Non mi trova d’accordo su tutto, ma almeno è presentabile. Serio, competente, con un certo senso delle Istituzioni, che sembrava essersi smarrito definitivamente. Con un approccio mediatico decisamente più credibile e – appunto – serio – del precedente (ci voleva poco si dirà: ma se penso a certe intemerate di Bertinotti o Pecoraro Scanio, beh…).

Sul piano economico, hanno cercato di far cassa subito dove potevano farla: ancora una volta presso i soliti noti e tartassati. Ma non potevano fare diversamente.
In compenso, stanno provando a fare le liberalizzazioni (a proposito, dove sono finiti ora i sarcasmi sulle lenzuolate” di Bersani, che erano sostanzialmente simili?); secondo me anche troppo timidamente. Ma le stanno facendo. E sarebbe ora di dire sul muso a certe categorie che sono state sin troppo protette. A cominciare dai tassisti e dai camionisti. Non mi riferisco alle famose licenze, si possono studiare sistemi per risarcire il tassista dei 100 e passa chiloeruro che ha speso per la sua licenza (ma se li ha spesi è perché rendono ben di più dei 15.000 euro annui che denunciano al fisco). Ma non si riesce a capire perché debba esistere una categoria per la quale il principio della libera concorrenza non debba esistere.

Maggior equità? Ci vorrebbe, certo. Ma considerando che il governo sta in piedi grazie ai voti del PDL, potrebbe fare di più, davvero? Io non credo. E’ già un miracolo che stiano finalmente attaccando gli evasori. Altro che crisi, signori, fuori i soldi!

Poi, certo, non è un governo di sinistra. E lo dimostra incaponendosi su un Articolo 18 che con lo sviluppo dell'occupazione e dell'economia non c'entra un cavolo (ache la CGIL però ne sta facendo una battaglia aprioristica). Ma date le circostanze, lo accetto. In altri tempi lo avverserei, sia pure con minor vigore che verso Berlusconi. Ma lo avverserei. In questa temperie storica, gli auguro buona fortuna per noi tutti e dico che è anche il mio governo.