condannato berlusconi
Blog politico-valoriale sull'Italia di oggi. Diario di un patriota di sinistra. In origine, si chiamava "Operazione Verità".
Visualizzazioni totali
venerdì 2 agosto 2013
giovedì 1 agosto 2013
I HAVE A DREAM
HO UN SOGNO: VIVERE PER
UNA VOLTA IN UN PAESE CIVILE
Ragazzi, manca poco alla sentenza, minuti forse.
Parlando con amici di sinistra, sento speranza e paura. Speranza che lo condannino, paura per le conseguenze: "e se il PD si spacca? E se cade il governo? E se lui se ne inventa una delle sue? E se riesce a far credere all'elettorato ancora una volta di essere innocente e perseguitato?"
Signori: a me interessa che lo condannino.
Non perchè é Berlusconi, ma perché è colpevole.
E in un Paese civile, tutte le altre considerazioni non devono interessare magistrati, nemmeno quando, come in questo caso, sono sottoposti a una pressione mediatica preventiva spaventosa.
Se il PD si spacca, mi spiace per il PD. Se cade il governo, non so se mi spiace, dato che sinora non ha fatto granché. E morto un governo se ne fa un altro (alle elezioni non si credo che si vada).
Lui se ne inventerà di sicuro unna delle sue, che avrà certo come fulcro il solito messaggio in cui si atteggerà a perseguitato politico. Ma tanto lo farà comunque, anche se venisse assolto.
Quindi, che lo si condanni, e con i suoi bei tre anni di interdizione.
La legge deve essere uguale per tutti.
Etichette:
Berlusconi,
Cultura politica,
Democrazia,
Deontologia dell'informazione,
Diritti,
giustizia e Berluska,
mafia e malaffare,
resistenza,
Tutti gli uomini del delinquente,
TUttugualismo,
Valori
lunedì 15 luglio 2013
Basta coi razzisti
VA' A CASA TUA, CHE E' MEGLIO
Lega sei alla frutta, fattene una ragione.
Che dire però di Calderoli, se non che è da secoli che affermo
che la lega è razzista, e infatti è dal suo ventre che escono con regolarità
rutti e rigurgiti razzisti – quando non addirittura neonazisti? Ma c’era
bisogno di quest’ultima oscena pagliacciata, di questa demente uscita del
porcellatore padano, per giungere a tali conclusioni’ Sono vent’anni, signore e
signori, che questi analfabeti, questi violenti demagoghi, questi nazisti
inconsapevoli (spero inconsapevoli almeno), ci propinano con impressionante
regolarità i loro deliri antiimmigrati, antimeridionali, antiomosessuali,
anticomunisti, antieuropei, anti-tutto-ciò-che-par-loro-diverso. E mi son sentito rispondere per vent'anni di non esagerare, che quelle del Bossi erano solo "provocazioni", battute. Dimenticando che anche il nazismo potè attecchire su decenni di provocazioni e battute. E tutto accadeva, in questi vent'anni in Italia, con la
compiacente e a volte ghignante e compiaciuta complicità dei sedicenti “moderati”,
quelli del PDL. E ahimè, con la colpevole ignavia della sinistra. C’è solo da
sperare che la misura sia colma.
A proposito di sinistra, e del PD
Si è detto e scritto di tutto, al riguardo, negli ultimi
anni. Credo che il paradosso della sinistra, apparentemente inesplicabile,
possa essere riassunto così: in un ventennio in cui la concorrenza (leggi: la
destra, il centrodestra italiano) ha dato di sé lo spettacolo peggiore che una
forza politica possa dare di sé, dimostrando una incredibile incapacità di
governo ma anche una stupefacente indifferenza (se non peggio) verso la
Costituzione e le regole democratiche, una forza contrapposta appena normale
avrebbe dovuto vincere tutte le elezioni a mani basse.
Invece la sinistra ha solo saputo dividersi tra imbelli (incapaci persino di denunciare ad esempio il razzismo leghista), massimalisti che oggettivamente favorivano la paura dei komunisti insita nell’elettore medio (vero Bertinotti?) e anime belle, aduse a parlar forbito nei dibattiti rivolti agli intellettuali, ma senza mai farsi sentire dal popolo.
Come mai?
Invece la sinistra ha solo saputo dividersi tra imbelli (incapaci persino di denunciare ad esempio il razzismo leghista), massimalisti che oggettivamente favorivano la paura dei komunisti insita nell’elettore medio (vero Bertinotti?) e anime belle, aduse a parlar forbito nei dibattiti rivolti agli intellettuali, ma senza mai farsi sentire dal popolo.
Come mai?
“La solita, cronica divisione interna che affligge la sinistra dal congresso di Livorno in poi”, si dirà, e in parte è vero. Ma temo ci sia dell’altro.
Temo che ci sia stata una paura folle. Una paura che indusse la classe dirigente (si fa per dire) del PDS-DS-PD a venire a patti col nemico percependolo “troppo forte”, per cui ci siamo raccontati per vent’anni che “ad attaccare Berlusconi si fa il suo gioco”, che era meglio sorvolare su ineleggibilità, conflitto d’interessi, leggi ad personam e via vomitando, per la paura di venire aggrediti e distrutti dall’enorme potere mediatico-politico-economico del Caimano che, non va dimenticato, disponeva di appoggi potentissimi, dagli USA di Bush al Vaticano ai salotti buoni della finanza italiana e - quand'era al governo - degli immancabili Servizi deviati.
Un fondo di verità quindi c’era, e la paura aveva un suo fondamento, visti i casi Boffo e Mitrokin, per non parlare dell’intercettazione a Fassino.
Ma porca vacca, avrei voluto vedere un partito con la
schiena dritta. Perché potevamo perdere uguale, come è stato per vent’anni. Ma
c’è modo e modo.
PS. Ciò non toglie che ritornerei a votare PD su una gamba
sola, se si votasse domani. L’alternativa è regalare il Paese ai soliti noti.
Etichette:
Berlusconi,
Bossi,
Cultura politica,
degrado civile,
Demagogia,
Democrazia,
Diritti,
Europeismo,
Fascismo e Nazismo,
Idiozie,
Lega,
omosessualità,
Razzismo,
sinistra suicida
mercoledì 30 gennaio 2013
Sì bella e perduta - pensieri di un patriota di sinistra
FRATELLI D'ITALIA
Ragazzi, sarà che sto invecchiando.
Ma sta di fatto che più i capelli imbiancano e le rughe avanzano, più vedo le magagne del mio Paese, e più lo amo e mi commuovo quando sento l'Inno.
Tra l'altro, ho scoperto su You tube che gli stranieri apprezzano molto il nostro inno nazionale, mentre noi lo consideriamo - musicalmente - un po' scarsino.
Ma tantè: è il nostro, e io - che vuoi farci? - quando lo sento mi emoziono, mi commuovo.
E credo anche di sapere perché.
Maggio-giugno 1976, Friuli: brigata Julia, ottavo reggimento, seconda compagnia.
Una sera, qualche settimana dopo il terremoto di Gemona, eravamo in tendopoli e si era organizzata una festa per risollevare il morale ai profughi.
Canti popolari, scenette, lazzi, balli.
Alla fine, prima del silenzio, l'inno nazionale.
Completo, mica le due strofette che cantano i calciatori.
E allora una magia -sarà che non avevo vent'annni...
Ma me la ricordo ancora.
Pompieri, scout, soldati, alpini, senzatetto e profughi, feriti e sani, soldati americani che venivano dalla base Nato più vicina, crocerossine, infermieri, volontari, medici, preti,...
Tutti quanti in piedi, sotto le stelle, alla brezza di maggio, napoletani e milanesi, valdostani e "furlàn", romani e siculi, comunisti e democristiani, ci stringemmo attorno alla bandiera, cantando "l'italia s'è desta".
E non c'era bisogno d'altre parole, la bandiera e la Costituzione non avevano bisogno d'altro.
Fratelli, non sempre dello stesso parere, ma fratelli nella ricostruzione e nel soccorso.
E mentre vedevo, sull'attenti, l'ammmainabandiera, quella notte pensavo a mio nonno prigioniero degli Austriaci nel '15-'18, e pensavo a mio padre partigiano...
E mentre vedevo, sull'attenti, l'ammmainabandiera, quella notte pensavo a mio nonno prigioniero degli Austriaci nel '15-'18, e pensavo a mio padre partigiano...
E sotto il mio cappello d'alpino, sotto i caschi dei pompieri, sotto la croce rossa cucita sui camici, sotto il cappello da bersagliere o l'elmetto da fante, sotto i miseri vestiti che il terremotato friulano aveva ricevuto in dono da Napoli o da Roma, batteva la stessa emozione.
Poi è arrivato Bossi, e Berlusconi ha sdoganato i fascisti.
Ricordiamocelo, il 24 e 25 febbraio.
lunedì 31 dicembre 2012
Auguri
BUON ANNO ITALIA
Entro nel solito tabaccaio per comprare i miei sigari e il tabacco da pipa, e vedo un bel cartello, con su scritto: "Fatemi capire, i Maja hanno parlato della fine del mondo o di un anno di merda?" All'autore del cartello un bell'otto per la sintesi. In effetti il 2012 non è stato esaltante, direi. Ma non è colpa sua. Sono venuti al pettine i nodi di decenni di sperperi, aggravati da un ventennio di seconda repubblica (voto: tre) e da quasi un decennio di potere berlusconiano (voto: zero).
Ma è il momento di dare le pagelle.
Berlusconi: zero. Ondivago lo è sempre stato, ma ultimamente riesce a dire tutto e il suo contrario addirittura nella stessa intervista, nella stessa frase. Candido Monti, ma mi fa schifo. Caondiderei Alfano, ma scendo in campo io al suo posto perché lui non ci ha il quid. Il legame con la Lega è essenziale per vincere e battere i komunisti, ma possiamo vincere anche senza la Lega. Ho lasciato il potere per senso di responsabilità ma ho lasciato il potere perché travolto da un komplotto. Previsione: non arriva al venti per cento. Abbiamo visto che nel 2006 riuscì a recuperare il 6-7% di svantaggio in una campagna elettorale interminabile (da novembre ad aprile), e aveva ben altro appeal a destra di quanto ne abbia oggi, aveva l'appoggio del Vaticano e dei poteri forti, aveva alleata una Lega che viaggiava attorno al 10% (il venti, al Nord, il che gli diede il pareggio al Senato). Oggi ha meno appeal, meno tempo a disposizione, ha perso tutti gli appoggi, se avrà la Lega alleata, questa oggi vale il 5%. Inoltre è accerchiato. Non ha più solo da guardarsi dai Komunisti, ma anche da Monti e persino da Beppe Grullo. Quindi è disperato. C'è da aspettarsi che sfoderi qualche dossier falso su Monti o Bersani, come già fece con Fassino e Prodi.
Maroni:sei di incoraggiamento, giusto perché si ritrova per le mani un partito allo sbando. Recpuerare consensi non sarà facile per lui. Può sperare di conservare la Lombardia solo se si allea con Berlusconi, ma è un grosso rischio perché rischia la rivolta interna e la marginalizzazione definitiva. Previsione: non supera il sei per cento, se gli va bene.
Monti: troppo presto per giudicare. Se riuscirà a non cedere ai relitti umani presenti nell'UDC e a presentare liste pulite; se riuscirà ad aprire davvero al centrosinistra dopo le elezioni (perché c'è poco da dire, ci vorrebbe per lui un miracolo per superare il PD), allora meriterà otto. Anche perchè ha messo al primo posto dell'agenda-giustizia il conflitto d'interessi. Previsione: tra il venti e il venticinque, con buone probabilità di fare da ago della bilancia al Senato.
Bersani: otto per le primarie, cinque per le cose che sta dicendo su Monti. Gli attacchi preventivi verso di lui, benché condotti per ora con un certo garbo, non li capisco. Sarà una legislatura costituente, si spera, e avrà quindi bisogno dei centristi. Ha un vantaggio, secondo i sondaggi, blindato. Non ci capisce perché imposti la campagna contro Monti e non contro Berlusconi, che - non va dimenticato - per quanto ferito e politicamente morente rimane il grande nemico dell'Italia e va sconfitto de-fi-ni-ti-va-men-te. Ora, io capisco che bisogna pur far vedere che non si è montiani sennò si rischia di perdere voti a sinistra , si fa incazzare SEL e s'ingrassa Beppe Grullo, ma che bisogno c'è di infiammare i rapporti con il centro? Se si finisce a litigare col centro, Bersani, mi spiace, ma hai cominciato tu. Previsioni: non meno del 30%, più probabilmente attorno al 35. Se non fa cazzate.
Vendola: sei, in recupero. Sta moderando il suo massimalismo e ciò gli fa onore. Si spera che al di là delle trombonate che deve sparare per far stare buoni i suoi elettori più rossi e incazzati, si comporti nei fatti in modo più ragionevole di, per dirne uno, Bertinotti (due alla memoria). Previsioni. tra il sei e l'otto per cento.
Casini: otto alla furbizia, quattro in trasparenza. Che diavolo vuol dire che sarai lieto di sottoporre le tue candidature a Bondi, però i candidati dell'UDC li sceglie l'UDC? La vecchia ambiguità di democristiano non se ne vuole proprio andare, eh? Ha avuto l'acume di lasciare per primo Berluska al suo destino (tre a me, per la rima), un lustro fa, però ne è stato per una dozzina d'anni un reggicoda dei più fedeli. Lo stesso si può dire di Fini, con l'aggravante che se n'è andato dal PDL assai più tardi.
Montezemolo? Quattro. L'ho già detto altrove: http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2947502949930589969#editor/target=post;postID=3757766158098018410
"Un altro manager/imprenditore "prestato" alla politica, con un bel programma neoliberista, che ha passato la sessantina, è ossessionato dalla propria immagine, e si rivolge ai moderati "che non vogliono consegnare il Paese alla sinistra".
"Un altro manager/imprenditore "prestato" alla politica, con un bel programma neoliberista, che ha passato la sessantina, è ossessionato dalla propria immagine, e si rivolge ai moderati "che non vogliono consegnare il Paese alla sinistra".
Questa
devo averla già sentita.
(…)
Certo,
sempre meglio che un pazzoide puttaniere corrotto e corruttore, amico dei
fascisti e dei razzisti, con una certa tendenza all'egocrazia. "
Grillo( voto zero. E basta.
giovedì 8 novembre 2012
Cicca cicca
GLI AMERICANI SCELGONO OBAMA.
E SUBITO PARTE LA RAPPRESAGLIA
Chiusura in forte calo anche
per Wall Street. Il Dow Jones perde il 2,36% a 12.933,20 punti, il Nasdaq cede
il 2,48% a 2.937,29 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,37% a
1.349,59 punti. Pesa un report di Fitch: Obama deve agire rapidamente per evitare il "fiscal
cliff", precipizio fiscale, che rappresenta un rischio per la ripresa e
per la "tripla A" degli Stati Uniti.
Non riuscire a risolvere la questione del "fiscal cliff" provocherebbe una combinazione di tagli automatici della spesa e aumenti della pressione fiscale, "provocherebbe probabilmente un downgrade del paese nel 2013". E ancora: "il problema del presidente Obama e del congresso è affrontare di petto le scelte difficili su tasse e spesa", questioni che devono essere gestite "nelle prossime settimane se gli Stati Uniti vogliono evitare una crisi economica e fiscale". (dal sito de La Repubblica)
Non riuscire a risolvere la questione del "fiscal cliff" provocherebbe una combinazione di tagli automatici della spesa e aumenti della pressione fiscale, "provocherebbe probabilmente un downgrade del paese nel 2013". E ancora: "il problema del presidente Obama e del congresso è affrontare di petto le scelte difficili su tasse e spesa", questioni che devono essere gestite "nelle prossime settimane se gli Stati Uniti vogliono evitare una crisi economica e fiscale". (dal sito de La Repubblica)
Ecco, adesso è palese. Romney
aveva promesso ai finanzieri, quelli che stanno affamando il mondo dal 2008, una
Wall Street senza regole, e all’1% più abbiente, quello che controlla la
maggioranza della ricchezza, di pagare ancor
meno tasse – il che implicava affamare ancora di più il restante 99%.
Ma gli Americani hanno scelto
Obama e punito i repubblicani.
E così subito le borse
registrano un arretramento: i riccastri e gli speculatori mettono il broncio a
un presidente liberal e nero, mentre parte il ricatto delle agenzie di rating
(le stesse che assegnavano la
tripla A anche a Lehman Brohers il giorno prima che
fallisse): o Obama fa quello che avrebbe fatto Romney, o noi gli declassiamo
gli Stati Uniti. Cicca cicca.
Per fortuna, ammesso che poi
lo facciano, non credo che la cosa abbia grossi riverberi né sull’economia, né
sulla politica USA.
Non sull’economia, perché all’attendibilità
di Fitch, Standard&Poors’, Moodys oramai credono in pochi. Non sugli
orientamenti di Obama, perché tanto non può più essere rieletto una terza
volta, quindi ha le mani libere (è vero che avrà contro il congresso,
controllato dai repubblicani, ma questo è un altro discorso e comunque era vero
anche prima delle elezioni del 6 novembre).
Se qualcuno pensa ancora che
Obama sia schiavo della finanza, eccolo servito. La finanza è potente, e
disposta ad usare tutte le armi che ha per difendere i suoi schifosi privilegi.
Ma per chi facesse il tifo, non ci sono dubbi.
mercoledì 7 novembre 2012
Siamo salvi
Evvai. Una notte da incubo, non ho dormito quasi.
Fino alle ore piccolissime sembrava prefigurarsi la possibilità che vincesse Romney: un populista evasore fiscale, pronto a cavalcare il peggio dell'America - dal razzismo alla paccottiglia reaganian-bushista in fatto d'economia - e a difendere le stronzate dei Tea Party contro i diritti civili e in definitiva contro la democrazia liberale, pur di accaparrarsi la poltrona più importante del mondo.
Abbiamo corso il rischio di avere alla Casa Bianca un cretino incompetente, un vero fantoccio in mano alle peggiori lobbies (da quella dei fabbricanti d'armi a quella dei petrolieri a quella dei finanzieri di Wall Street, proprio quei finanzieri che stanno affamando il mondo, giù giù fino a quella degli inquinatori allegri e convinti e dei guerrafondai per principio).
E vaglielo a dire ai tuttugualisti di casa nostra, che continuano a ripetere che tanto anche in USA i democratici sono di destra...
Poi verso le tre si è capito che Romney non sfondava, e sono andato a dormire.
O meglio ci ho provato. Tra un risveglio agitato e l'altro, facevo strani e tormentati pisolini in cui sognavo continuamente lo stesso incubo: l'annuncio della vittoria di Romney e le urla di gioia dei repubblicani, con quella virago di Sarah Palin che sparava colpi di fucile in aria.
Poi è venuta mattina, un bel sole mi ha svegliato filtrando dalla finestra semichiusa, mi sono alzato, ho acceso la radio, e subito ho sentito la voce di Obama che ringraziava i suoi sostenitori.
Ho capito che aveva vinto lui, e mi sono venute le lacrime agli occhi.
Per il sollievo.
Per quattro anni ancora gli integralisti, i ricconi e il KKK restano fuori dalla stanza dei bottoni.
Thanks God, it's Obama again.
Iscriviti a:
Post (Atom)





