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giovedì 26 ottobre 2006

Indulto


Il provvedimento di clemenza votato da due terzi del Parlamento su proposta del ministro guardasigilli Clemente Mastella continua a far discutere.
Secondo i senatori della Lega sono già 1.148 i detenuti nuovamente arrestati dopo essere usciti dal carcere.
Secondo Mastella solo il 3,5% e' tornato in carcere tra i detenuti rilasciati.
Altro aspetto controverso la mancata esclusione degli "omicidi bianchi".
Per la vicenda della Società Italiana per l'Amianto (Sia) di Grugliasco, 1.096 morti e 322 malati ai quali si devono aggiungere altre 800 vittime della Eternit - sostiene Tibaldi senatore, membro della commissione Lavoro - non pagherà nessuno, e le vittime ed i familiari non riceveranno nemmeno i risarcimenti.
Uno degli ultimi casi?
Sequestra e violenta una ventenne americana. Era stato scarcerato il 10 agosto scorso; finito in galera proprio per violenze e rapine a mano armata e avrebbe dovuto scontare ancora 3 anni e 6 mesi di reclusione ma, grazie alla legge sull'indulto, era tornato libero.
Anzi, in regime di libertà vigilata, con l'obbligo di restare a casa fra le 21 e le 6 del mattino.
Fare un elenco dei nomi dei "graziati", dei nuovi reati, dei nuovi delitti sarebbe lungo, molto lungo.
Secondo il segretario dei Ds, Piero Fassino, l'indulto non e' stato un provvedimento apprezzato dai cittadini.
No, non credo sia stato apprezzato, soprattuto dai parenti delle vittime e da chi ha trovato la forza di denunciare.
Il giornale.it
La repubblica.it

(Postato dalla coblogger Sabry65)

Perché voto chi voto?


SOCIOLOGIA DELLA POLITICA: ORIENTAMENTI MOTIVAZIONALI E VALORIALI DEGLI ELETTORATI


Riporto qui i dati di un'indagine (non tutti, per carità).
Poi se volete vi dico la mia come sociologo.
Ma gradirei i commenti di visitatori...


Fonte: “Sinistra e Destra”, a cura di Patrizia Castellani e Piergiorgio Corbetta
(Il Mulino, Bolgona, 2006)
Risultati di una ricerca svolta all’interno di ITANES (ITAlian National Election Studies) mediante interviste faccia a afaccia DOXA su 1048 persone, seguita da 12 focus group tenuti in 3 città (Torino, Cesena, Palermo) che hanno coinvolto 86 persone.
Il campione di 1048 intervistati è rappresentativo dell’elettorato per distribuzione geografica, età, genere.

MOTIVAZIONI DELL’ELETTORATO DI DESTRA E DI SINISTRA
(alcune motivazioni)
Si è definito “Pacifista”:
84,1% elettore di sinistra
77,0% elettore di centro
72,3% elettore di destra
61,4% elettore non collocato

“Moderato”:
68,9% elettore di sinistra
75,5% elettore di centro
73,4% elettore di destra
43,9% elettore non collocato

“Antifascista”
79,2% elettore di sinistra
63,7% elettore di centro
43,2% elettore di destra
37,0% elettore non collocato

“Progressista”
59,3% elettore di sinistra
39,4% elettore di centro
40,4% elettore di destra
19,6% elettore non collocato

“Anticomunista”
16,9% elettore di sinistra
55,8% elettore di centro
59,7% elettore di destra
17,3% elettore non collocato

Paura verso il comunismo e verso Berlusconi, per autocollocazione politica:
Verso il comunismo, a destra 56,8% “Molta o abbastanza paura”
Al centro, 32,6%
Verso Berlusconi, a sinistra 77,4% “molta o abbastanza”
Al centro, 37,2%

Indicatore del pregiudizio verso gli immigrati (valori medi, scala da 0 a 10)
Sinistra 3,72
Centro 4,78
Non collocati 5,10
Destra 5,24

Indicatore del convenzionalismo (disponibilità a limitare la libertà di espressione individuale – valori medi scala da 0 a 10)
Sinistra 5,20
Centro 6,50
Non collocati 6,60
Destra 6,40

Indicatore della dominanza sociale (visione della cosietà come competizione implacabile tra gruppi e a somma zero)
Sinistra 3,25
Centro 4,00
Non collocati 3,60
Destra 4,20

Percezione della propria insicurezza (pericolo fisico, insicurezza economica, terrorismo)
Sinistra 4,10
Centro 4,00
Non collocati 4,90
Destra 3,90

Percezione dell’insicurezza collettiva (come sopra)
Sinistra 7,70
Centro 7,50
Non collocati 7,90
Destra 7,50

Percezione dell’efficacia politica (del proprio impegno e di quello dei politici)
Sinistra 2,7
Centro 2,0
Non collocati 1,4
Destra 2,0

Interesse proprio per la politica
Sinistra 5,0
Centro 4,0
Non collocati 2,0
Destra 4,0

venerdì 20 ottobre 2006

La Storia si ripete?


Mi rendo conto, amici lettori, che quella che sto per citare è una fonte di parte. Ma siccome si tratta per la grande maggioranza (a parte i commenti) della registrazione stenografica di una seduta alla Camera, questa volta farò uno strappo alla regola. In memoria di un eroe.
Ultimo discorso alla Camera di Giacomo Matteotti

E’ il 30 maggio del ‘24. La Camera è chiamata a convalidare in blocco quasi tutti i deputati eletti il mese prima. Davanti a Mussolini (che resterà muto e immobile per tutta la seduta), il socialista Giacomo Matteotti denuncia con forza violenze e brogli delle squadracce ai danni dei candidati dell’opposizione. Scorro le ingiallite pagine dei resoconti stenografici di quella seduta di settantasei anni or sono. Matteotti: <<…Contestiamo in tronco la validità delle elezioni di aprile. La vostra lista ha ottenuto con la forza i voti necessari per far scattare il premio di maggioranza...>>. Voci da destra: <<Basta, la finisca! Non possiamo tollerare che ci insulti>>. Matteotti: <<Avete sostenuto che le elezioni avevano un valore assai relativo, perché il governo non si sentiva soggetto al responso elettorale e era deciso a mantenere il potere anche con la forza...>>. Farinacci, il famigerato ras di Cremona: <<Sì, sì, è così! Noi abbiamo fatto la guerra!>>. Matteotti: <<...Per vostra stessa conferma, dunque, nessun elettore è stato libero di decidere>>. Voce da destra: <<E i due milioni che hanno preso le minoranze?>>. <<Potevate fare la rivoluzione!>>, chiosa per scherno l’animoso Farinacci. Il presidente della Camera, Alfredo Rocco (che si farà più tardi truce nomea con un vergognoso codice penale) non tacita i camerati ma cerca di intimidire Matteotti: <<Si attenga all’argomento!...>>. Matteotti: <<Presidente, forse ella non m’intende: ma stiamo parlando di elezioni!>>. E riprende la denuncia. <<Esiste una milizia che durante le elezioni...>>. Guai a toccare gli sgherri armati di Mussolini. Si grida: <<La milizia non si tocca! Viva la milizia fascista!>>. E il solito Farinacci: <<Erano i balilla!>>. Matteotti: <<E’ vero, onorevole Farinacci: in molti luoghi hanno votato anche i balilla>>. Di rimando, in un drammatico crescendo: <<Per voi hanno votato i disertori! Imboscati!>>. Matteotti: <<In sei circoscrizioni su quindici le operazioni che si compiono normalmente nello studio di un notaio sono state impedite con la violenza>>. Per quanto purgati, i resoconti fanno intendere che in aula è scoppiato il putiferio. Matteotti, imperturbabile, riprende: <<A Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata...>>. Ancora Farinacci: <<Va finire che faremo davvero quel che non abbiamo fatto!>>. Matteotti: <<A Melfi s’impedì con la violenza la raccolta delle firme...In Puglia fu bastonato persino un notaio...A Genova rubarono i fogli con le firme già raccolte…>>. Da destra: <<Per voi ci vuole il domicilio coatto! Andatevene in Russia!>>. Matteotti non raccoglie le continue, crescenti provocazioni: <<...Presupposto essenziale di ogni libera elezione è che i candidati possano esporre pubblicamente e liberamente le loro opinioni. Ma questo non fu possibile. L’onorevole Gonzales, al quale fu impedito di tenere a Genova un comizio, convocò di una conferenza privata: i fascisti invasero la sala e a bastonate impedirono all’oratore di aprire bocca...>>. Urla, interruzioni. Il presidente Rocco urla: <<Onorevole Matteotti, sia breve e concluda!>>. Ma lui, imperterrito: <<A Napoli, con il ricorso alla milizia armata, fu impedito di tenere una conferenza all’onorevole Amendola, capo dell’opposizione costituzionale...>>. <<Ma che costituzionale!>>, gridano i deputati fascisti. <<E’ un sovversivo come voi!>>. Ma il caso-Amendola non è isolato. <<Su cento nostri candidati – denuncia il leader socialista –, sessanta non potevano circolare liberamente nella loro circoscrizione!>>. <<Per paura, avevano paura!>>, si grida. Filippo Turati reagisce, tra il commosso e lo sdegnato: <<Sì, paura! Come nella Sila quando c’erano i briganti, avevamo paura!>>. E Rocco intigna a provocare: <<Onorevole Matteotti non provochi incidenti e concluda!>>. Di rimando Matteotti: <<Protesto! Non sono io a provocare, ma gli altri che m’impediscono di parlare!>>. E Rocco: <<Ha finito? Allora ha facoltà di parlare l’onorevole…>>. Matteotti scatta: <<Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare!>>. Scoppia un nuovo casino, di cui il presidente della Camera approfitta per ammonire Matteotti: <<Se ella vuole parlare, continui, ma prudentemente!>>. E lui: <<I candidati non avevano libera circolazione. L’onorevole Piccinini fu assassinato nella sua casa, davanti a moglie e figli, per avere accettato la candidatura nonostante prevedesse quale sarebbe stato il destino suo! E i seggi elettorali? Quasi ovunque erano composti solo di fascisti. In altri luoghi furono incettati i certificati elettorali, e certuni votarono dieci, venti volte: un giovane di vent’anni votò per un vecchio di settanta!>>. Il sottosegretario Finzi, seduto davanti a Mussolini, scatta in piedi e gli grida: <<Le prove! Lei deve provare quando dice!>>. E Matteotti: <<Tutto documentabile. E non ho parlato ancora della provincia di Rovigo, che è la mia ed anche la sua, onorevole Finzi: la vostra responsabilità è gravissima!>>. Finzi: <<Me ne onoro!>>. Matteotti: <<Noi difendiamo la libera sovranità popolare: ne rivendichiamo la dignità chiedendo l’annullamento delle elezioni inficiate dalla violenza!>>.Dieci giorni dopo, il 10 giugno 1924, Matteotti verrà rapito all’uscita di casa, a Roma, sul Lungotevere, da quattro uomini di Mussolini. Ucciso a pugnalate, il cadavere sarà nascosto nella macchia della Quartarella, poco lontano dalla Capitale, dove verrà ritrovato solo il 16 agosto. Poi l’Aventino dei deputati antifascisti (che i comunisti interromperanno per riprendere, ancora per poco, la battaglia in Parlamento). Il 3 gennaio, al culmine di quella che è la più grave crisi del fascismo, Mussolini tiene alla Camera il famoso discorso in cui si assume <<io, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di quanto è accaduto. Se il fascismo è stato ed è un’associazione a delinquere, io sono a capo di questa associazione a delinquere!>>. Il colpo di stato è definitivamente consumato. 


  Giorgio Frasca Polara
dal sito dei Democratici di sinistra

giovedì 19 ottobre 2006

Benvenuta Sabry


E ADESSO SIAMO IN TRE !

Cari aficionados,
i due fondatori di questo blog (Condorbianco + Dati e Fatti), stufi di cantarsela e suonarsela da soli, tra vecchi "commilitoni" per di più grigiamente maschi, hanno trovato una compagna di strada, che da oggi è nostra co-blogger.
Diamo quindi il nostro più caloroso benvenuto a
sabry65sabry65
Quando l'abbiamo invitata, si è schermita assai, con l'aria di chi si chiede: "perché proprio io, che mi interesso molto più di Storia che di Politica?"
"Perché la Politica di ieri è la Storia di oggi; perché conosciamo bene il tuo rigore documentale, la tua serietà, il tuo modo assolutamente trasparente e civile, non aggressivo, di argomentare", è stata la nostra risposta.
Probabilmente stremata dalla nostra insistenza, e temendo danni irreversibili al proprio sistema nervoso, alla fine ha ceduto...
Ed ora siamo orgogliosissimi di avere tra noi nientepopodimeno che la guida storia di superEva!
Ecco come la modestissima amica nostra ha scelto di presentarsi:
"Amo la storia in tutti i suoi aspetti, mi piace sviscerarla e cercare quello che non si trova sui libri scolastici. Per questo sono diventata la guida storia di Dada SuperEva, ho creato un sito sull'antico Egitto e sto preparando un blog sulla guerra del Vietnam. Perchè non è mai tutto come sembra."
WELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOMEWELCOME

La libertà sulla punta della baionetta


Ricordando Guantanamo
Base Navale sulla costa sud-occidentale di Cuba, è sotto amministrazione statunitense dal 1903
L’ONU, chiede che il campo di detenzione e le altre prigioni segrete all’estero, vengano chiuse, sostenendo che violano il diritto internazionale.
Viene chiesto, inoltre all’amministrazione Bush di abbandonare qualsiasi tecnica di interrogatorio che costituisca tortura, è citato il caso del ricorso ai cani per intimorire i detenuti.

E invece:
Nel novembre del 2002 quattro carabinieri del Ros si recarono a Guantanamo per interrogare sei presunti terroristi, detenuti nella prigione, senza una preventiva autorizzazione dell'autorita' giudiziaria. A rivelarlo e' un maresciallo del Ros di Torino che ha deposto, come testimone al processo, davanti ai giudici della prima corte di assise di Milano, a carico di tre algerini, tra i quali l'ex imam di Varese Abdel Majid  Zergout, accusati di associazione eversiva finalizzata al terrorismo internazionale.

"Andammo in quattro a Guantanamo -racconta il maresciallo dell'Arma - tutti del Ros, a interrogare detenuti del campo, nel novembre del 2002, su mandato del Comando generale nella persona del generale Giampaolo Ganzer. Non riferimmo - continua il testimone - alla autorita' giudiziaria nulla sulle nostre attivita' perche' nessuna delle persone che sentimmo rispose alle domande. A Guantanamo venimmo a sapere che eravamo gli ultimi italiani a recarsi in missione per svolgere attivita' investigativa".

 Gli interrogatori ai quali quattro uomini del Ros sottoposero sei detenuti a Guantanamo, nel novembre del 2002, "erano colloqui informali su cui abbiamo preso appunti e redatto dei report; lo scopo era capire se ci fosse un rischio di attentati in Italia", spiega il maresciallo del Ros di Torino. "Nulla di quegli interrogatori - precisa il maresciallo - fu riversato nel processo attuale".
  
Tra le persone interrogate a Guantanamo, secondo la ricostruzione del testimone, c'erano un magrebino e un 18enne marocchino che, di li' a pochi mesi, sarebbe stato rispedito nel paese d'origine. "Di questi detenuti - racconta il maresciallo - uno solo ha parlato sulle sue 'conoscenze' bolognesi". Il testimone riferisce poi "di aver avvertito, in seguito, di quanto successo a Guantanamo, due Pm della Procura di Torino il dottor Tatangelo e il dottor Ausiello che pero', a detta del teste, "hanno fatto finta di non sapere".

Al legale Luca Bauccio che, durante il controesame, gli domanda "se i detenuti avessero risposto, a chi avevate ordine di riferire?", il maresciallo del Ros replica: "Avremmo chiesto ai magistrati di acquisire la documentazione". Ma "non abbiamo detto nulla ne' sul merito, ne' sull'attivita', perche' i detenuti interrogati non hanno risposto - aggiunge a differenza di quanto affermato precedentemente, e cioe' che uno degli interrogati aveva risposto - Facemmo richiesta formale all'Autorita' americana di acquisire i verbali degli
interrogatori che altri investigatori della Polizia italiana avevano effettuato prima di noi. L'Autorita' americana ci rispose che questi interrogatori erano secretati e non ce li mise a disposizione".

RAI24 News
La Stampa Web


(pubblicato dalla coblogger Sabry65)

Gli USA: portatori sani di democrazia


ECCO A CHE PUNTO SIAMO (SONO) ARRIVATI.
Alla faccia di chi diceva che gli USA esportano la democrazia.
Alla faccia di chi diceva che la democrazia USA è un faro per tutto il mondo.
Alla faccia di chi sostiene che la democrazia USA deve difendersi.
Il risultato finale è che lungi dall'esportare la democrazia, Bush ha importato il virus della dittatura.


<B>Guantanamo, Bush firma la legge<br>sui processi per terrorismo</B>
Leggo su  "La Repubblica" (fonte di parte che non adopero normalmente, ma che in questo caso ci relaziona su un fatto davvero accaduto), che Bush, in barba a tutti i pronunciamenti della Corte Suprema, ha deciso bellamente di fregarsene (in ispregio totale degli equilibri cosituzionali tra le istituzioni).
Scrive infatti La Repubblica di ieri:
Visto che la notizia mi ha leggermente indignato, ripeto il mio grido di apertura:

Alla faccia di chi diceva che gli USA esportano la democrazia.
Alla faccia di chi diceva che la democrazia USA è un faro per tutto il mondo.
Alla faccia di chi sostiene che la democrazia USA deve difendersi.
Il risultato finale è che lungi dall'esportare la democrazia, Bush ha importato il virus della dittatura.
Torna su

Washington- Firmata oggi dal presidente Usa Bush la contestata legge sugli interrogatori "duri" contro i sospettati di terrorismo. La legge contempla l'utilizzo di prigioni segrete della Cia, dure pratiche di interrogatorio e processi militari. ''E' un'occasione rara quando un presidente può firmare una legge sapendo che può salvare la vita a degli Americani. Io stamattina ho questo privilegio'', ha detto Bush alla Casa Bianca durante la cerimonia per la firma, fiancheggiato da alti ufficiali militari e dell'intelligence statunitense.
(...)
Il provvedimento protegge i prigionieri nelle mani degli Usa dal ricorso negli interrogatori a qualunque trattamento "crudele e disumano". Nello stesso tempo, non è però previsto per loro il diritto di appellarsi a corti federali negli Usa e non è riconosciuto l''habeas corpus', cioè il ricorso per contestare una detenzione ritenuta ingiusta. Quanto ai processi, sono stati introdotti durante il dibattito in Congresso vari diritti che la Casa Bianca non era in un primo momento disponibile a concedere: il ricorso a fonti di prova estorte con la forza o a materiale coperto dal segreto è stato per esempio fortemente limitato (ma non cancellato).
Fortemente voluta dall'inquilino della Casa Bianca, la nuova legge ha subito durissime critiche da parte dell'opposizione democratica e creato dissensi anche fra i repubblicani, al punto da rendere tortuoso fin qui l'iter di approvazione. La normativa istituisce delle Commissioni militari, ossia dei tribunali speciali (dichiarati illegali dalla Corte suprema lo scorso giugno) per i processi dei detenuti a Guantanamo, e convalida tutte le ''procedure alternative'', ovvero gli interrogatori in segreto e senza garanzie fatti dalla Cia.
(...)

Ci si potrebbe parlare


DESTRA E SINISTRA CIVILI: PROPRIO INCOMPATIBILI??

Leggo, e pubblico dietro gentile autorizzazione dell'Autore, il seguente commento, postato dal forumista "Empereur" (che ringrazio sentitamente) sul forum Storia e Politica:
Essere di destra, a volte, è un calvario.

Il mio "destrismo" è solo un modo di rispecchiare valori che ho fatto miei da anni, ideali astratti: il sacrificio per la propria patria, un nazionalismo moderato che porti ad apprezzare quello che la terra in cui si è nati e si vive senza però sottovalutare lo scambio culturale con altre culture (geografiche o meno), la disciplina, una forte attrazione verso l'istituzione militare e una spasmodica ricerca della legalità, aborrendo ogni forma di illecito. Preferisco aspettare 30 minuti girovagando, piuttosto che occupare per 5 minuti un posto per disabili.

Ora con cosa mi trovo?

Gruppi politici che si dicono di destra, e hanno ben noti collegamenti con cosche mafiose, appoggiandole in maniera neanche tanto velata (come con una manifestazione pro-inutile-ponte); capi-lista processati e condannati; pazzi che propongono di dividere l'Italia; roba che, in breve, di destra non ha proprio nulla.

Fosse solo quello. Orde di ragazzini che pensano che l'unico modo per dimostrare il proprio nazionalismo (in senso moderato, non in maniera autarchica e preminente verso altri popoli e/o nazioni) sia quello di ornarsi con fasci littori, immagini di Mussolini e di Hitler. Mussolini è stato un voltagabbana, pochi anni prima di fondare i fasci di combattimento pugnava per "dar la terra ai contadini". Hitler era un pazzo, che ha fatto leva sulla rabbia della popolazione tedesca umiliata dalle sanzioni post-IGM. Non sono da idolatrare, sono da ignorare. Hanno insozzato per omnia secula seculorum delle ideologie validissime.