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sabato 30 gennaio 2010

I giorni della merla


I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31; sono considerati i giorni più freddi dell’inverno.
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Sono i giorni della merla fa tanto freddo dappertutto e sono un pò meno ottimista del solito.
Ci hanno cacciato tutti i bisonti, noi ne uccidevamo quel che serviva per le necessità, questi si divertono a farli fuori tutti come per uno sport.
Ci fanno firmare trattati di pace che il giorno dopo  non valgono più, i visi pallidi sono come cavallette dappertutto ed io devo smontare i miei tepee ed andare a svernare con la mia tribù in posti dove esista ancora la possibilità di cacciare qualcosa per far mangiare la mia gente.
Sento il fiato del potere dei bianchi sul mio collo, ne fai fuori a decine e centinaia li sostituiscono.
Oggi mi gira male. Sarà stata la vista dell’esercito dei berlusconidi uniti e massicci per il capo che ogni giorno serrano le fila, se manca o ha dei dubbi il soldatino anziano ( vedi  Pecorella sul processo interruptus ) subito qualcun altro lo sostituisce ubbidiente. Una unità di intenti che neanche nei migliori eserciti, solo denaro e potere tengono così uniti.
Tutto uguale, stesse notizie finte, stessi 5 tg 5 di Raiset schierati a non dir nulla della disoccupazione vera  e della realtà ( la sentenza della cassazione sulla legittimità dell’arresto al sottosegretario Cosentino è stata silenziata da RAISET, bankitalia ha appena sputtanato Tremonti sul numero vero di disoccupati, 2 milioni,   sui poveri in aumento, la notizia delle centrali nucleari già decise ed i cui nomi non vengono pubblicizzati prima delle elezioni regionali, passa in cavalleria come acqua che non lasci traccia…)
Ci sono ben 3 procedimenti legislativi 3 aperti in parlamento che riguardano esclusivamente il premier  ( se qualche deputato se lo fosse scordato ci ha appena pensato il piduista Cicchitto a rammentarglielo )   mentre palazzine di poveri crollano in Sicilia, costruite con la sabbia dei suoi amici mafiosi a cui sta per regalare miliardi del ponte.
Voci flebili, disunite , rissose all’interno della sinistra, stridule macchiette di un tempo che fu non spaventano più nessuno, non convincono neanche loro stessi.
Le uniche novità ( Vendola,  Bonino ) sono personaggi della periferia che hanno dato buona prova di sè  ma sono candidati quasi a forza da un apparato di potere sclerotico: il pd è debole nel pensiero e nella azione , gli è rimasto solo l ‘ apparato elefantiaco e tardivo di un tempo, senza il contenuto di quel tempo.
Fa freddo in Italia nei giorni della merla ed anche il compagno ho-chi-FINI  ha smesso di litigare acconciandosi ad un accordo col padrone , tutto quel polverone per un po’ di Polverini?
Vien voglia di un po’ di silenzio, di raccogliersi e pensare senza parlare a cosa altro ci sia rimasto da fare. Contro uno che chiama il suo partito forza italia c’era fin dall’inizio da porre la questione in termini di ordine pubblico , cosa vuoi rispondergli politicamente, alla luce di tutto quel consenso? Il consenso fa la differenza tra l’ordine pubblico e l’ospedale psichiatrico, se solo vent’anni fa qualcuno avesse proposto una cosa simile avrebber riso tutto l’arco costituzionale ed anche Giannini qualche decennio prima col suo Uomo Qualunque avrebbe sorriso imbarazzato!
Che fai ti compenetri nella sua logica e fondi un nuovo partito, che ne sò, Viva il Mare e la Montagna ?
Lui è per dna portato ad inquinare la verità ed a camuffare le sue malefatte dietro ovvietà, come appunto forza italia, viva la fica, i giovani azzurri, che bello il processo breve, meno tasse per tutti, meglio essere belli ed intelligenti che brutti e stupidi e così via
Un vero delinquente della comunicazione ha preso il potere, chi l’avrebbe mai detto, non hanno funzionato gli anticorpi tanto decantati, la sinistra più brutta ed appecoronata della storia lo ha permesso, complice..
Intanto fa freddo e così ne fa ancora di più…
Mentre smontiamo le tende il vecchio sciamano inseguito dai cani va gridando e bestemmiando i visi pallidi ” Io comunque lo avevo capito chi eravate fin dall’inizio: perché parlate male e chi parla male pensa male ed agisce peggio…“
Ma ora fa così freddo che anche di costui se ne frega nessuno -   come un Giorgio Bocca qualsiasi  che sempre meno gente conosce – l’ acqua del fiume è gelata sotto i denti e speriamo che ci riscaldino buone notizie da tutte le piazze di oggi, Sabato 30 gennaio…
Crazyhorse70

lunedì 25 gennaio 2010

La gastrite di D’Alema fra cannoli amari e abbuffate di orecchiette


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d'elama1Il nuovo laboratorio politico,  come pomposamente viene definito il tentativo dalemiano di allearsi dove possibile con Casini,  da ieri mostra crepe profonde bombardato da due eventi che smorzano gli entusasmi dei nuovi inciucisti.
Brutta domenica per Massimo D’Alema:   in questa fredda domenica che porta ai giorni della merla i nuovi parenti dello zio Casini all’ora di pranzo gli portano ben infiocchettato su carta del tribunale un bel pacchetto di Cannoli inaciditi.

  Per rifarsi del palato rovinato verso sera cerca di rifugiarsi sul salato, orecchiette alla cima di rapa dalla puglia. Ne aveva ordinato un buon piatto ma gliene arrivano si e no due forchettate scarse ed immangiabili. In entrambi i casi è la natura, la forza e l’efficacia del rapporto con Casini ad essere sondata da questa strana e per lui maledetta domenica…
Per aver favorito la mafia , in Appello Totò Cuffaro viene condannato a sette anni,  due in più che in primo grado, perché secondo i giudici e’ stato provato che egli fosse consapevole di favorire Cosa Nostra. Vasa Vasa Cuffaro che all’epoca del suo regno distribuiva cannoli e baci a profusione ( a lui Berlusconi deve aver rubato l’idea del partito dell’amore, brevetto vasa vasa), rimane senatore  ma si è dimesso dal partito.
Tra qualche giorno dovrà rispondere anche di associazione mafiosa, il miracolo della grazia di Sant’ Enrico a Calogero Mannino non si è ripetuto.
Piuttosto non sapremo mai cosa intendeva dire Berlusconi il 10 Gennaio 2004 quando Totò gli chiese consiglio ed il papi replicò ( intercettato ) “ io ho saputo….il ministro dell’interno mi ha parlato…e mi ha detto che tutta la …è tutto sotto controllo” . La telefonato non fu utilizzata e sfumò ogni possibilità di chiederne spiegazioni al super papi.
Chissà che cosa era ad essere sotto controllo, eh silvietto?
D’altra parte  vasa vasa in queste condizioni è un enorme problema sulla strada dell’accordo strategico D’alema- Casini non solo in sicilia; è un fardello pesantissimo per lo stesso Casini che non può vantarsene nè troppo facilmente gettarlo a mare , essendo il baciatore  un buon serbatoio di voti a cui il belloccio non intende rinunciare.
Altro schiaffo al leader più lucido della sinistra -  più che altro lucido nell’andar dritto dritto verso la  sconfita convincendo tutti di quanto sia una scelta intelligente, l’unica possibile, s’intende -  viene dalla puglia dove l’ex premier si è sprecato come una balia asciutta vicolo per vicolo per spingere tal Boccia , già perdente 5 anni fa da Vendola nelle  primarie, con quest’ultimo che poi trionfò alle elezioni vere e divenne “governatore “.
La sconfitta di Boccia viene confermata ieri con proporzioni inaspettate anche dal clan di Nichi ed è una vera batosta  per il protetto di D’Alema, con Vendola che vola dappertutto e D’Alema che nel suo antico feudo mostra di aver perso potere ed influenza.
Ed ora due domande: può Vendola rapresentare qualcosa di nuovo ed utile non solo per la Puglia ?
A cosa è servito questo cannoneggiamento interno alla sinistra contro colui che appariva a tutti il vincitore?
Dove sta la lucidità del leader maximo? Se il prezzo da pagare a Casini era fare questa manfrina anche sapendo di perdere, dove porta la sinistra questa misera tattica completamente subalterna  a Casini?
Quando si capirà l’enorme ostacolo rappresentato da D’Alema per lo sviluppo della opposizione? Quando ci si chiederà davvero il motivo per cui la destra Berlusconica si è sempre sostanzialmente ed animosamente battuta per avere D’Alema come contr’altare politico?
Diceva Belzebù Andreotti che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca

mercoledì 20 gennaio 2010

Casi di coscienza - l'ultima lettera di Adolfo



Su segnalazione della coblogger Rosellina, che ringrazio, pubblico questa lettera dal blog di San Precario. Mi pare si commenti da sé.

Ciao San Precario, grazie per l'offerta di aiuto, ma non sono tipo da chiedere aiuti a chi non è preposto a darmeli, ovvero le istituzioni. E' pacifico che adesso abbiamo anche probolemi per mangiare, avevo preventivato che ci sarebbero rimasti 130 euro in 2 e invece ne sono rimasti 89, e solo il primo febbraio prenderò la mia bella pensione (si fa per dire) di 265 euro con la quale dovro' per amore o per forza arrivare al 15 di febbraio giorno in cui Fabrizia (convivente prenderà lo stipendio).
Gia era dura prima, adesso con 208 euro di meno al mese è praticamente impossibile senza contare che posso dire addio alle visite di controllo all' ospedale San Matteo di Pavia dove sono iscritto in lista urgente di trapianto di cuore.
Come vedi in Italia quelli come me sono spazzatura.
Un grande aiuto me lo stai gia dando tu e spero tutti gli altri del Popolo Viola condividendo la mia notizia.
E' pacifico che questo stato di cose mi sta tenendo costantemente in uno stato di stress e di paura ( Gia ci sono passato a mangiare solo castagne un autunno di 2 anni fa) stress che inoltre non fa altro che peggiorare la mia situazione cardiologica, ma le istituzioni latitano, il sindaco pidiellino non risponde e la mia assistente sociale pensa solo a mantenersi il posto di lavoro e per farlo non c'è verso che torni indietro sulle decisioni dei buoni Coop, inoltre ovviamente qua a Varazze non sono il solo ad averne bisogno, ci siamo in diverse persone che per un verso o per l'altro hanno bisogno e hanno perso il buono, hoi tentato di costituire un comitato...ma queste persone sono stanche, sono stufe di lottare contro queste angherie... subiscono senza reagire e mi si stringe il cuore.
Presto se non mi arriva un cuore io morirò, ho solo 46 anni, ma vorrei morire sapendo che grazie a voi e tante altre persone sono riuscito a sconfiggere questa giunta che altro non è che una piccola falange del pdl, falange che è riuscita ad istituire le ronde in un paesino di 15000 persone dove praticamente non succede mai nulla per giustificare la loro presenza sul territorio.

Ti ringrazio ancora spero che mi accetterai tra i tuoi amici.

Adolfo Cacace


p.s. Chi volesse chiedere spiegazioni al sindaco del Comune di Varazze può scrivere a: sindaco@comune.varazze.sv.it

sabato 16 gennaio 2010

La Cina è vicina: attacco al WEB all'italiana


Ecco un’altra legge ad personam di Berlusconi molto pericolosa per la rete.
Riceviamo questo post con la speranza che tutti si diano da fare per diffonderlo.
Rosellina970
                                                                                             
Osserva argutamente Angelo Bonelli, vicepresidente dei Verdi, che tra i paradossali risvolti del decreto-tv che il Governo si appresta a far entrare in vigore bypassando ancora una volta il Parlamento, dove si equipara qualsiasi trasmissione di immagini, dunque anche il Web e il suo sharing orizzontale, ai “servizi media-audiovisivi” e alla carta stampata (imponendo così un regime di controllo economico-legislativo allo scopo di spazzare via ob-legis la libertà orizzontale della “mass self-communication”): “Con il decreto sulla Tv chi possiede un collegamento ad internet rischia di dover pagare il canone. Le norme presentate dal governo sono scandalose e non degne di un paese civile”. Eh già.
Il decreto D’Alia, il famigerato 50bis, al confronto era acquetta fresca, per ldi più sottoposta di necessità al giudizio della Magistratura (troppo rossa per collaborare). Lì si censuravano reati d’opinione, qui si nega la libertà di condividere senza pagare contenuti video in sharing, qualunque ne sia la fonte e la produzione. Inutile dire che YouTube, il maggiore mezzo di informazione alternativa, sarebbe il primo a farne le spese, con i Blogger, i Vlogger, i web-journalist e tutti coloro che non sono attualmente soggetti al controllo del Governo per la pubblicazione. Se chiunque pubblica immagini, deve pagare come un’emittente, va da sé che la censura economica farà molte più vittime di quella etico-morale. E’ evidente che questa mossa non è che il risvolto in sede Pubblica della battaglia già ingaggiata contro Google e YouTube da Mediaset in sede privata. L’unico alveo in cui il controllo da parte dell’unico Attore del mondo della Comunicazione in Italia è ancora scarso e minoritario, è Internet. Con questa legge, molto più diabolica di quanto non appaia a prima vista, si pareggiano i conti. Ovvero, si riporterebbe la Rete nel Dominio Incontrastato che il Premier, nel privato come nel pubblico, esercita sul mercato della Comunicazione, sul quale, va riconosciuto, da pioniere, da oltre venticinque anni ha incominciato una Guerra di Potere lungimirante e capillare per il controllo totale del Paese, delle sue Leggi e del suo Mercato.
Le opposizioni sono insorte, parte delle lobby PDL pure, ma seppure il Governo potrà essere costretto a correggere in parte questa censura economica formulata in maniera così massimalista ed evidente, il massimo che si può sperare, non esistendo un dibattito parlamentare sui decreti legge, che verranno inserite comunque di straforo alcune norme di vincolo, com’è stato fatto finora realtivamente alle riforme istituzionali e costituzionali. La procedura è semplice: si boccia (da parte della stessa Maggioranza) il mega-decreto, si emenda con l’opposizione, e qua e là passa, per piccoli gradi, una serie di modifiche apparentemente innocue se prese di per sé, ma che a poco a poco smontano l’assetto precedente. La stratregia del Ragno è molto meno naif di quanto non sembri. Siamo nel SUK DELLA LEGALITA’. Il venditore spara il suo prezzo iperbolico sapendo che qualcuno si opporrà al ribasso (meglio se una spalla, qualcuno amico), disposto fin dal principio bismarckianamente a “cedere” in parte, per conservare la sostanza della truffaldina transazione. Ancora una volta, dunque le sorti comuni potranno decidersi solo in seno alla battaglia istituzionale tra Legislatore e Magistratura. Uno schifo, da paese del Terzo Mondo quale l’Italia ormai, sul piano culturale e legislativo, è ed è considerato dagli altri paesi, UE e USA in primis.
Questioni di stile: la Cina, dotandosi di Hacker-007, contrasta in modo spionistico le opposizioni orizzontali sul Web (e Google si ribella), nella retrograde Italia, a meno di una lobby-action di chi ha interessi forti nella Rete da barattare con il Governo Fai Da Te, bastano delle leggi ispirate a principi demenziali che in nessun altro Paese nessuno oserebbe formulare (a parte forse in Iran), per mettere in scacco una già esautorata lotta parlamentare sui principi del Legislatore.
Giuseppe Giulietti di Articolo 21 (tra i maggiori attori dell’iniziativa sulla Libertà di informazione di Ottobre) ha annunciato che proporrà in Rete un “Giù le mani dal Web” Day. Ma lo fa dalla posizione dei giornalisti professionisti, difendendo (seppure in maniera sacrosanta) la libertà di un settore di investimenti e professionalità che è da sempre obiettivo della Guerra mediatica del Governo.
Ma a questo punto, la reazione degli attori della “mass self-communication”, per difendere i principi dell’intoccabilità dellìorizzontalità dello sharing, unica valvola di democrazia rimasta ai cittadini in un paese ingessato e imbavagliato sul piano delle comunicazioni, non può farsi attendere.
Vi invito a “fare rete”, e a diffondere questa nota quanto potete, e a coinvolgermi nelle eventuali iniziative di protesta, da portare avanti con i mezzi e la fantasia specifica del Web, insieme, contro questa logica legislativa che tende a distruggere ogni singola libertà espressiva dei cittadini, che si sono svincolati dal dominio dei mass media convenzionali e perfino delle organizzazioni politiche verticali. Non lasciamo che tutto questo si riduca solo a una manifestazione fuori del Web. Sforziamoci di dimostrare l’essenzialità del ruolo della comunicazione orizzontale, tiriamo fuori idee, siamo una Rete creativa, che surclassa in cultura e fantasia l’orrendo piattume grigio di questa classe politico-gestionale, che ci sta destinando al Terzo Mondo Culturale.
Serafino

venerdì 15 gennaio 2010

Ecco perché mancano i soldi


URLOMA TREMONTI
LI SA FARE
I CONTI ?

Dunque, riassumiamo.
Oramai siamo il Paese che investe meno in educazione e ricerca, le infrastrutture sono vecchie come il cucco, abbiamo dovuto svendere la compagnia di bandiera perché di soldi non ce n’erano più.
Ci dicono e ripetono che non ci sono soldi né per le pensioni, né per abbassare le tasse.
Le forze dell’ordine non hanno più fondi nemmeno per mettere la benzina delle auto di pattuglia.
I genitori devono comperare loro la carta igienica per le scuole pubbliche.
Le partecipazioni statali non esistono più perché costavano troppo.
Il welfare state è progressivamente smantellato, perché le casse dello Stato sono a secco.
Di diminuire la tassazione o le aliquote contributive, manco a parlarne.
La Pubblica Amministrazione non aumenta uno stipendio da secoli, non fa concorsi, ha il turnover bloccato perché non ci sono più denari.
I tassi d’interesse che lo Stato riconosce sui titoli che emette è prossimo a zero.

Uno pensa: calerà il debito pubblico, allora, finalmente!
Nossignori. Ha ripreso ad aumentare al galoppo.
Ma come è possibile, visto che l’unica voce di spesa che cresce (ma che è comunque modesta rispetto agli altri partners internazionali) è la Difesa, mentre tutte le altre diminuiscono (a parte i contributi anticostituzionali alle scuole private)?
Ma non sarà che Tremonti i conti non li sa fare?
No cari, lui – che si è fatto le ossa come consulente antifiscale, e che è l’autore dell’8 per mille alla chiesa (non lo sapevate? E’ lui il colpevole) – lui, dicevo, i conti li sa fare.
Anche se magari finge, a volte, di non saper fare le quattro operazioni, come quando, nel luglio del 2001, si inventò il famoso “buco” lasciato a suo dire dal governo Amato nei conti pubblici, per giustificare che una delle promesse contenuto del famoso contratto con gli Italiani, la riduzione delle Tasse, non sarebbe stata fatta mai.

E allora?

Io un paio di ideuzze ce le ho.
Prima ideuzza: la corruzione sta dilagando. Con i suoi strascichi di inefficienze e sprechi (sai, quel fenomeno per cui uno vince l’appalto allungando una mazzetta, dopo di che il ponte sul fiume costa 100 anziché 50, o non viene mai finito?).
Perché? Mah, indovina. Magari perché a furia di strizzatine d’occhio (un Premier che dice, durante una riunione ufficiale con gli alti ufficiali della Guardia di Finanza, che è lecito evadere, ad esempio), e a furia di favoroni agli evasori (vedi lo scudo fiscale), qualche conseguenza c’è stata.

Seconda ideuzza: la gestione clientelare. Il voto di scambio. I finanziamenti a pioggia e a fondo perduto, nascosti nei millanta codicilli della finanziaria. Era quel fenomeno cui alludeva Prodi, quando asseriva che per risanare i conti dello Stato bisognava, prima di fare le riformissime, i lavoroni pubbliconi, i ponti elefanticaci e le gallerie faraoniche, “usare il cacciavite”, in un oscuro lavoro di precisione. Era ciò che tentò di fare Bersani, toccando alcune categorie (es. i tassisti), che passarono di botto dalla parte opposta (ricordo che nel 2007 non si poteva prendere un taxi a Roma, senza dover subire un comizio anti-Prodi da parte del conducente).

Peccato che paghiamo noi.

giovedì 14 gennaio 2010

La vera storia di Rosarno


LA LEGA NORD, 
LA 'NDRANGHETA, 
E LA MISSIONE COMPIUTA
   
Negli ultimi otto anni del nuovo  millennio hanno sempre governato loro.
Negli ultimi quindici anni hanno istillato veleni a profusione con le loro tivù piduiste nello stomaco già debole dell’italiano medio. Annunci illusori, insulti, panico, istigazioni di ogni tipo hanno contrassegnato la politica e la “cultura” di questa coalizione. Metto cultura tra virgolette perchè una volta giravano pensieri attraverso i libri, l’arte o il cinema.
Oggi i pensieri forti girano attraverso la televisione.
Comunque le parole sono pietre e se uno fa il politico le deve usare con precisione, altrimenti facesse un altro mestiere.
Oppure si prendesse la responsabilità politica di ciò che quelle parole producono. Senza infingimenti nè ipocrisie.
Chi parla male pensa male.
Riassunto. Qualche personcina con il cervello poco irrorato dal sangue ha pensato bene poco tempo prima di natale di addossare all’’antiberlusconismo le responsabilità dell’attentato al premier: “mandanti morali e politici”strepitavano le bisce del papi, anche qui dentro.
Dopo il fatto di Rosarno, invece, loro tendono ad addossare ad altri fenomeni le cause di quanto è successo.
Autoassolvendosi dall’accusa di razzismo che invece resta valida. Spiego perchè cercando di far capire l’intreccio di
interessi coerenti e coordinati che si verifica in questi casi.
Sono decenni ormai che il leghista gioca col razzismo secessionista sicché quando qualcuno a Rosario piuttosto che a Verona  lo prende sul serio e comincia a sparare sui raccoglitori di arance non fa che mettere in pratica la teoria.
E poi c’e’ poco da fare illazioni:  sono i rosarnesi stessi che rimandano alle idee di Bossi.
Ieri in un istruttivo documentario di Ballarò,  alcuni piccoli imprenditori calabri della zona ammettevano, direi confessavano,  di aver tenuto in nero molti raccoglitori, che “avevano sfamato e questo è il ringraziamento” ed aggiungevano l’intenzione di voler “aprire una sede della lega nord ” e che “la mafia in quella storia non c’entrava nulla”.
Ecco : è a questo livello che si evidenzia l’intreccio di cui parlavo.
Insomma l’armamentario subculturale del cittadino perbene omertoso ed anche leghista nella ispirazione.
Quindi i mandanti ( veri) delle schifezze rosarnesi sono i leghisti ed i fascisti che hanno pompato merda e veleni negli ultimi decenni. Punto.
E come sempre questi italiani “veri” -  che sentono Bossi vicino e non parlano di mafia ( “nulla sacciu”)  -  sono anche smemorati e dimenticano milioni di italiani forse più veri di loro. E clandestini.
“Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent’anni fa lo scrittore svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum. Ostilità antica. Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno.
Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo. E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavano i nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.
L’abbiamo già vissuta questa storia, dall’altra parte. Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000 italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era irregolare o clandestino». Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati.
C’è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c’erano posto e lavoro per tutti! Falso.
Perfino l’immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s’aggiravano in pieno inverno per Montréal stendendo le mani ai passanti». Tutto dimenticato, tutto rimosso.
Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni.
Questi bravi italiani usano in genere la solita ipocrita litania per cui Borghezio e Gentilini “sono delle macchiette” , casi limite che non rispecchiano la lega, personaggi  folkloristici…

Anche Karadzic , psichiatra e poeta, non venne mai preso sul serio, prima di diventare il boia di Srebrenica e Sarajevo …

Anzi quando il “poeta” misurava crani e femori per poi dimostrare la superiorità di una razza rispetto ad un’altra( i serbi ed i montenegrini hanno il femore più lungo ) era considerato dai media una macchietta per le sue sparate televisive. Ma intanto inniettava veleno e paura nel corpaccione slavo e poi si è visto come è andata a finire.
Se si allineano nel tempo le dichiarazioni dei leghisti -  non voglio ricordarle tutte perché mi vergogno per la razza umana anche solo a ripeterle -  si vede con certezza come siano costoro i mandanti di ogni  attacco, violenza o sopruso commesso in questi anni contro migranti.
A ben vedere incomincia a prendere forma il progetto sussurrato da Borghezio ai fascisti francesi:
“Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, …… ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.
Borghezio supportato da  Salvini quando questi chiese  vagoni della metropolitana riservati ai milanesi,  o da Tosi e Gentilini che vengono condannati per le loro farneticanti dichiarazioni, come quella del vicesindaco di Treviso, che dal palco della festa dei popoli padani sogna di eliminare i bambini rom.
O da Danilo Narduzzi, capogruppo leghista nel consiglio regionale del Friuli, che ha proposto di non prestare cure mediche ai clandestini “giacché grazie al precedente governo di centrosinistra non pagano nemmeno la pulizia dei denti“.
Ed il White Christmas di Coccaglio(Brescia) da dove nasce? Nasce ”perché i nostri ragazzi hanno troppi amici africani”
Per non dire dell’osmosi affaristica tra l’attuale destra e la mafia. Di cui ho già parlato.
Una osmosi che coinvolge anche personalità apparentemente avverse, come Bassolino, ma tutti sanno ormai cosa c’é dietro l’improvvisa soluzione, anch’essa apparente, del problema dei rifiuti a Napoli. Per fare un esempio, tutto ad un tratto sparì l’ostacolo dei cittadini che bloccavano le strade, chissà come mai…
e quella IMPREGILO che ormai sta dappertutto, compresa l’opera ancora da progettare del ponte di Messina?
Ma è altrettanto indubbio che l’attuale retroterra “culturale” dell’ambiente mafioso sia molto vicino ad un modo di pensare tipico della destra attuale e non mi riferisco solo alla classe dirigente del meridione, ma anche al pensiero leghista.
Le parole sono pietre ed i giovani padani o calabresi cresciuti con questi veleni amplificati da trent’anni di televisione piduista non fanno altro che metterli in pratica.
Il localismo esaperato è il fascismo del villaggio chiuso come una fortezza, il castello medioevale dove i diritti e la democrazia valgono solo per i castellani.
Radio padania libera –”Per la prima volta nella mia vita, tifo per la mafia: chiunque faccia qualcosa – non importa per quali motivi – in grado di ostacolare l’invasione, a questo punto mi sta bene, vista l’inutilita’ e le disadempienze dello stato “ufficiale” e della cosiddetta “societa’ civile”.
Ma comunque la si pensi, credo che sia evidente una cosa per tutti: questi qui sono assolutamente incapaci di vivere in un paese complesso come il nostro, dove si mescolano legalita’ e malaffare. Hanno reazioni di tale violenza e scompostezza, che li rende pericolosi anche quando hanno ragione.
Figuriamoci quando hanno torto.
Non devono stare qui.
Non si portano gli zulu’ nel cuore di una macchina complessa come la nostra, dove vivere in una comunita’ richiede una pazienza e un sangue freddo che loro non hanno e non avranno mai.”–
“I leghisti sono i nuovi virus della globalizzazione. Piccole metastasi di un mondo in osmosi. Paladini del nulla che se vivranno s’accorgeranno di quanto misero è il loro razzismo assieme al partito di Bossi che lo aizza” ( dal blog di Daniele Martinelli).
“Clandestini!». Parola magica che toglie ai neri la dimensione di esseri umani e assolve i bianchi da ogni razzismo.Finchè sono schiavi il piccolo imprenditore della destra li sfama, questi irriconoscenti.
La mafia ? Certo che c’è e “lotta” insieme a chi ha fatto pulizia. Ma scaricare tutto sulla ‘ndrangheta finisce per essere un alibi. La pulizia etnica è stata fatta a furor di popolo. La ‘ndrangheta al massimo ci ha messo il “concorso esterno”. Quando gli immigrati non servivano più ha dato la stura al razzismo istillato dai leghisti e dai fascisti in questi anni trovando con il governo una solida alleanza basata sul principio : ormai schiavi non servono più, sono quindi clandestini da espellere.
Da quando?  Più semplicemente da quando nel 2007 l’Europa ha modificato il criterio dell’elargizione dei sussidi agricoli, non più sulla produzione ma sugli ettari coltivati. In altre parole non conviene più fare la raccolta che in base ai prezzi di mercato della frutta, costa tre centesimi in più al chilo di quanto si ottiene con l’aiuto europeo che arriva comunque anche se non si raccoglie. Questo però fino al 2013. Ma fino ad allora gli schiavi non servono. Trattati alla stregua di ‘animali’ per anni è bastata, data la loro ingenuità, qualche ‘provocazione’ per farli ‘reagire’ con ‘rabbia’ in modo da ‘suscitare’ tanta ‘reazione’ e dai cittadini e dal Governo per mandarli via definitivamente. E così infatti è stato! Missione compiuta!
Ecco l’intreccio svelato: io  li faccio entrare grazie al controllo mafioso e li sfrutto come schiavi, quando non mi conviene più li esaspero e dopo la reazione li faccio espellere dal mio governo e tutto si chiude con le incredibili dichiarazioni di Maroni”la colpa è di chi li ha fatti entrare, tolleranza zero“
Peccato che il 60% era in regola col permesso di soggiorno anche se lavoravano quasi tutti in nero!
Missione compiuta: espulsi i reprobi, propaganda falsa reiterata ed affari sporchi salvati…
Crazyhorse70

Ecco chi (DICE CHE) taglia i costi


PADAGNA
MAGNA MAGNA



prosperini
Che la Lega sia soltanto un’accolita di loschi figuri, dediti solo al perseguimento del potere e alla realizzazione di un politica di bieco razzismo e di egoismo territoriale, lo si sapeva da tempo.
Che nella testa e nel ventre dei legaioli persistano da sempre il disprezzo per le regole e per la democrazia, e il disegno di instaurare un regimucolo autoritario e un po’ cialtrone, pure.
Lo avevano già dimostrato i sedicenti saggi di Lorenzago.
Ma adesso, abbiamo una ulteriore prova del fatto che se ne strabattono del bene comune, dei conti pubblici e degli sprechi, e che tutto ciò che vogliono è ottenere il potere e gestirlo a favore della loro politica razzialcampanilista.
Le sempre nuove prodezze dei buzzurri in salsa verde cominciano a fare schifo a molta gente. Ieri ho trovato su un blog un post formidabile, che riporto qui integralmente.
Poi andate a vedere in fondo testo, e ditemi se si tratta di un blog comunista.

“INSERITO NELLA FINANZIARIA, AVREBBE DOVUTO TAGLIARE DEL 20% LE POLTRONE IN COMUNI E PROVINCE, DANDO UN SEGNALE ANTICASTA…. GLI AMMINISTRATORI LEGHISTI PIAGNUCOLANO E CALDEROLI FA DIETROFRONT: DEI 229 MILIONI DI RISPARMIO RIMANE SOLO IL BLUFF PADANO
Durante l’esame della legge finanziaria alla Camera, sembrava ne avesse fatto una questione di principio: il guerriero di Giussano Calderoli agitava la spada, non per tagliare teste agli infedeli islamici, ma i costi della Casta, tanto aborrita a parole.
Voleva assolutamente ridurre del 20% le poltrone locali (tanto lui ne ha una nazionale per non fare una mazza).
Ma ecco che dopo appena 12 giorni dalla sceneggiata, arriva il rapido “contrordine trinariciuti padani”: marcia indietro del governo sul taglio di 35.000 poltrone di consiglieri comunali, assessori, circoscrizioni e difensori civici.
Ufficialmente tutto rinviato di un anno, tanto per salvare la faccia:  ma si sa che in Italia il rinvio è sempre l’anticamera della cancellazione, soprattutto quando si tratta di qualche misura indigesta per la burocrazia e le sue poltrone.
In meno di due settimane è finito il rigore amministrativo: si tratta di un penoso cambio di rotta che viene incontro alle richieste dei sindaci, compresi quelli leghisti, che erano scesi in piazza e avevano addirittura interrotto i rapporti con il governo, bollando le misure taglia-poltrone, introdotte in Finanziaria, come un’illegittima invasione di campo.
Altro che taglio di 229 milioni di euro nel prossimo triennio, altro che riduzione dei consiglieri cominali del 20%, altro che tetto agli assessori che non potevano essere più di un quarto dei consiglieri.
Riecco i difensori civici, riecco le circoscrizioni cittadine.
“Abbiamo scherzato - pare dire Calderoli ala padagna del magna magna - ci eravate cascati eh?”.
Addio ai sindaci di comuni sotto i 3.000 abitanti  che non avrebbero più avuto una giunta per risparmiare, addio al taglio del 30% dei fondi elargiti alle Comunità montane.
Mai legge ha avuto vita così breve, mai ha visto un insurrezione quadri-partisan locale come questa.
In pieno clima elettorale era rischioso inimicarsi le amministrazioni locali: proprio ora che che si devono rinnovare tanti sindaci e consigli di una migliaio di Comuni, quindici dei quali capoluogo.
E chi lo va a dire poi alle fameliche bocche padane che i posti si sono ridotti del 20%, a gente che da anni si fa prendere per il culo dalla dirigenza leghista pur di arrivare a posare le chiappe adipose su una remunerata poltroncina? Calderoli, il semplificatore, ha innestato la retromarcia, abituato alle “porcate” com’è, cosa volete che sia un bluff in più o in meno?
Tanto non si comincia certo a tagliare i ministeri inutili come il suo.
“Roma ladrona” è servita, i cavalieri della padagna sprecona battono in ritirata.
E la casta trasversale tira un sospiro di sollievo: dai tagli siamo passati ai ragli degli asini."
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