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lunedì 31 maggio 2010

Donne di regime



Le femminuccie del regime sono ornamentali ed inutili orpelli  di un potere alla frutta: infatti  i maschietti al governo sono  sull’orlo di una crisi di nervi dovuta sostanzialmente ad una guerra interna .
Si tratta di non rimanere col cerino in mano ad intestarsi una manovra lacrime e sangue, mentre sullo sfondo continua acerrima la lotta per sostituire il sultano impresentabile ed ormai commissariato.
Ma torniamo alle nostre strepitose  “escort ” : tra costoro spicca colei che fino a qualche giorno fa era famosa per la proposta di Porno tax, per il dito medio agli studenti che la contestavano e per l’idea luminosa dei  bar-bordello.
In realtà nel suo lungo peregrinare intorno all’ombelico di Berlusconi, costei si era anche contraddistinta in dichiarazioni bellicose ed operazioni ai margini neri dell’impero ( aveva giurato fedeltà ai fascisti di Storace), ma i fatti concreti ci testimoniano che  trattavasi solo ed esclusivamente di starnazzamento tipo  oche maltrattate.
Colei che aveva detto che Berlusconi “vuole le donne solo sdraiate in orizzontale ” per riavvicinarsi senza contraddirsi troppo probabilmente ha pensato bene di offrirsi al capo in verticale, quelle posizioni strane un po’ orientali genere kamasutra, insomma un lettino verticale da sottosegretario, per gradire.
Per ringraziare il sultano per la graziosa protezione,  la cortigiana ha deciso subito che valesse la pena  consegnare  alle cronache un pensierino gentile per gli antichi e scomodi amici del premier, dichiarando  – udite udite – che occorreva tutelare la privacy dei mafiosi, poveretti, quando parlano coi loro familiari…
Difatti il Sottosegretario del Dipartimento per l’attuazione del Programma di governo, parlando del Ddl sulle intercettazioni ha guardato in faccia una telecamera di mediaset, ha aperto le fauci, e nitrendo da quelle lunghe e capienti narici frementi ha dato la stura al pensierino seguente: “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E’ un abuso”.  Vale la pena ricordarle  che i legami di sangue sono alla base delle gestioni affaristico-criminali mafiose? Direi di no, comunque la signora ha poi specificato per evitare equivoci : “Registrare i colloqui tra i boss e i loro familiari significa violarne la privacy”.
Però chissà che non abbia ragione , se un mafioso vuole programmare un omicidio di solito telefona alla segretaria o al commercialista,  mai a e poi mai ad un parente…
Per una escort di regime che peggiora col tempo, ce ne è una che mostra qualche segno di miglioramento, nel senso che  da quando era occupata più che altro a tener su l’uccello del premier, qualcosa pare aver imparato.
Milano – Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunita’, fa mea culpa per quanto aveva detto contro gli omosessuali, un paio di anni fa. L’occasione e’ la giornata contro l’omofobia, celebrata di recente  al Quirinale. ‘Ha chiesto scusa. Ha ammesso di essere stata guidata da un pregiudizio’, ha raccontato Imma Battaglia, leader delle associazioni omosessuali.
Erano in tante le rappresentanti delle associazioni omosessuali  per la prima volta raccolte tutte insieme al Quirinale: Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Di gay project, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, I kan, Rete Lenford, Gaylib. Non era mai successo. Il ministro sembrerebbe aver cambiato idea nei confronti dei gay, grazie al rapporto instaurato con l’onorevole Anna Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano. Alla quale la Carfagna dice di essere grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farle conoscere la ricchezza del mondo associativo presente al Quirinale, con tutte le sue sfumature. Paola Concia si e’ emozionata durante le celebrazioni. E’ stata felice di ricevere le scuse e ha sottolineato che non e’ usuale per un ministro scusarsi, soprattutto nel nostro Paese. Paola Concia e Mara Carfagna spesso collaborano insieme e forse, questo, ha contribuito al cambiamento d’idea del ministro.
Già perchè va ricordato che la infermiera pelvica preferita dal sultano ( la Gelmini è una specie di riserva, secondo alcune fonti d’oltralpe ),  appena insediata, un paio di anni fa,  si era espressa contro le associazioni omosessuali; le avevano chiesto il patrocinio per il Gay Pride, il corteo tradizionale e annuale di tutti gli omosessuali d’Italia. Lei lo aveva rifiutato, con sdegno.
Oggi chiede scusa
La domanda vera è : come si fa a privare un neonato del suo yacht?
Sequestrato al largo della Spezia il «Force Blue» il megayacht in uso al manager ed ex direttore sportivo della Renault, Flavio Briatore, dai finanzieri del Gruppo Genova su mandato del pm del capoluogo ligure Walter Cotugno.
L’ipotesi di reato nei confronti della società di charter intestataria è di contrabbando dello stesso yacht, conseguente a una frode fiscale sull’iva e l’accisa sul carburante impiegato per la navigazione.
Briatore è rammaricato per come è stata trattata la questione: «Il sequestro si poteva evitare – sostiene il businessman – senza forzare una madre e un bambino di due mesi a lasciare bruscamente l’imbarcazione». «Mi rammarico molto – sottolinea ancora Briatore – del fatto che la questione si sarebbe potuta chiarire senza tanta pubblicità e con un tale spiegamento di forze».
«Da quando siamo stati costretti ad abbandonare il nostro yacht il piccolo Nathan Falco piange spesso, non è più tranquillo e sereno come prima». Elisabetta Gregoraci, in un’intervista al settimanale Diva e donna, parla di quello che definisce un «terribile incubo» vissuto
Elisabetta Gregoraci si agita ancora mentre lo ricorda per telefono. «Un’esperienza terribile. Lo yacht circondato dai gommoni a sirene spianate. Cosa sta succedendo?, ho pensato. Poi almeno quindici persone in divisa sono salite a bordo e mi hanno detto che la barca era sotto sequestro. State scherzando? faccio io. E loro: “No, deve scendere”. Insisto: “Volete dirmi che cosa sta succedendo?”. Uno risponde: “Io forse glielo spiego, ma lei non capirà”».
Ed infatti non ha capito:«Ho perso il mio latte, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma.”
Non faccio commenti, nè facile demagogia ma una piccola postilla finale mi scappa proprio: qualcuno ricordi a questi vip di regime che centinaia di migliaia di donne perdono il latte per ben altri spaventi, come l’essere  licenziate da un giorno all’altro, senza che il marito abbia commesso  reati e senza avere il denaro per comprare il “miglior latte artificiale”  che costa un bel pò.
E poi , senza indulgere in snobismi , ho l’impressione che il trauma vero per il piccolo sarà nel momento in cui capirà  che l’hanno davvero chiamato Nathan Falco…

sabato 8 maggio 2010

Se tagli la sicurezza almeno prestaci i soldatini per spingere le macchine senza benzina


Dopo l´inchiesta su Roma e Napoli (500 auto ferme in garage) la indagine conoscitiva dei sindacati sul parco auto di Palermo ha individuato centoquaranta auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare, mancano i fondi a causa del taglio sulla sicurezza deciso dal governo. Il questore corre ai ripari con una sorta di Risiko delle volanti, spostando dieci auto da un ufficio all'altro .
Il dato è allarmante: su 530 tra autovetture e moto assegnate alla questura, 140 sono ferme alla caserma Lungaro, nella sezione Motorizzazione. Dal guasto di pochi euro per una frizione fuori uso si passa anche a spese da mille euro per motori sui quali gravano migliaia di chilometri.
A rischio è la sicurezza dei cittadini. Alcuni poliziotti anticipano di tasca propria i soldi per piccole riparazioni alle vetture, pur di evitare di doverle lasciare in officina.
Potrebbero utilizzare i militari che il governo ha inviato nelle citta'.
La polizia nelle macchine e i militari dietro a spingere. Ottimo esempio di collaborazione tra forze dell'ordine...
Le forze dell'ordine stanno facendo un gran lavoro nonostante questo governo, che in concreto, oltre a lodarsi ingiustificatamente per la cattura dei mafiosi:
-ha tagliato i fondi alle forze dell'ordine, al punto che molti commissariati non hanno i soldi per la benzina o le riparazioni agli automezzi.
-ha varato una legge criminogena che consente il riciclaggio a prezzi di favore del denaro sporco (lo scudo fiscale).
-ha in progetto una legge che renderà le indagini estremamente difficili (legge sulle intercettazioni)
-ha proposto un altro provvedimento che consentirà di arrivare più facilmente al proscioglimento per decadenza dei termini (processo breve).
-sta disapplicando il 41 bis, al punto che ci sono casi in cui ai boss della criminalità viene consentito di stare insieme per l'ora d'aria.
Questo è quel che pensiamo quando vediamo politici sbrodolarsi a Porta a Porta celebrando la cattura di pericolosi latitanti: nonostante voi ce la facciamo...
Questo che segue è la busta paga di un agente di PS:
stipendio netto: 700 euro; indennità di rischio: circa 500 euro netti; straordinari ( in media fra notturni festivi e ordinari) 7.50 euro l'ora.
Indennità ordine pubblico in sede ( tipo i celerini) 10 euro circa; fuori sede 15 euro circa.
in media uno stipendio oscilla fra i 1.200 euro netti ai 1.600 euro ( con le ossa tutte rotte, 55 ore di straordinario e qualche notturno in più)
in caso di morte in servizio 200.000 euro ai familiari più pensione di 100 euro circa ( alla moglie o figli).
in caso di morte fuori dal servizio prima dei 14 anni di servizio:banane!
Tali  stipendi dimostrano come le forze dell'ordine siano le meno pagate (rapporto stipendio/potere d'acquisto) in europa e come anche quest'anno la crescita sia stessa inesistente.
Infatti , oltre al settore delle telecomunicazioni una quasi inesistente crescita delle retribuzioni si è registrata per le forze dell’ordine e il comparto militare/difesa con incrementi frazionali e rispettivamente pari allo 0,2% ed allo 0,3%.
Lorenzo68

giovedì 6 maggio 2010

16 maggio 2010: marcia per la pace Perugia-Assisi




Il 16 maggio la Marcia per la Pace Perugia-Assisi sarà dedicata anche ai temi della serenità familiare e della pace sociale, connessi alla difesa del DIRITTO AL LAVORO e dei DIRITTI DEI LAVORATORI.
Senza che siano tutelati questi fondamentali principi, la vita di tutti i giorni viene ad essere stravolta sia in famiglia che in società!
Raccogliendo l'invito degli ideatori (*) della Mantratona costituzionale http://www.facebook.com/album.php?aid=7308&id=100000867604564&saved#!/group.php?gid=114088041941620&v=info&ref=ts
Mai Più Disoccupati chiama a partecipare alla Marcia per la Pace, durante la quale leggeremo gli articoli 1, 4 e 11 della Costituzione della Repubblica, per reclamarne insieme l’effettiva attuazione:
Art. 1 - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 11 - L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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(*) Stefano Bonaga, Mario Bovina, Ambrogio Vitali e Riccardo Lenzi

lunedì 3 maggio 2010

Sanità lombarda : nelle pieghe del sistema marcio C.L. - Formigoni crescono molti sciacalli e qualche Menghele...

Sono quelli che strillarono contro il padre di Eluana, sono sempre per la vita, loro.
Andavano in tv o per le strade a pontificare sulla cattiveria del padre con slogan tipo: il medico deve essere paladino della vita e non generatore di morte... peccato che tutto  dipenda da chi deve vivere o morire, ed in cambio di che cosa.
Fanno l’obiezione di coscienza sull’aborto, loro non ucciderebbero mai uno zigote.
Della pillola ru486 nemmeno a parlarne, troppo indolore, la sofferenza è espiazione, se la donna non soffre non vale.
Per far contento il  leghista di turno si offrono anche di denunciare lo straniero  senza permesso di soggiorno che viene al pronto soccorso. Si è vero , loro sono cattolici, ma speciali:  sono di comunione  e fatturazione e quindi, sai com’é , il potere leghista è meglio tenerselo buono. Insomma  ogni sospetto, pur se bambino, va denunciato alla polizia.
Se capita un detenuto in fin di vita non è che stanno lì a sprecar troppe energie, ma  se c’é da fare affari con le protesi, i posti letto, gli indennizzi regionali ed i rimborsi gonfiati allora sì che si danno da fare, allora si che capisci bene, veramente bene,  cosa è il mondo della medicina privata in lombardia appaltata ai ciellini: un modo come un altro, anzi più abietto degli altri,  per fare una barca di soldi, sulla pelle della gente, letteralmente.
In questo contesto è chiaro che gravissime patologia del sistema come quella della clinica degli orrori  trovano il loro brodo di coltura: sono mostri che crescono nelle pieghe di un sistema di cui condividono gli obiettivi.
Report ieri sera ha dimostrato coi fatti il marcio della sanità lombarda e del modello ciellino.
Se il modello è quello del profitto che conta più di ogni altra cosa, è evidente che casi mostruosi come questo della Clinica Santa Rita trovino terreno fertile per nascere crescere e poi nascondersi nelle pieghe della burocrazia e dei mancati controlli della giunta Formigoni.
Ebbene sono stati chiesti 21 anni per l’ex primario milanese Brega Massone. Il pm: “Numero impressionante di reati”. “Si eseguivano interventi inutili e dannosi per ottenere i rimborsi.”
Ma vediamo che ne pensano i magistrati di Brega Massone e dei  suoi collaboratori.
Pierpaolo Brega Massone non ha la “coscienza di un comune medico” una persona che “non esita a infliggere sofferenza tramite interventi chirurgici inutili” a malati terminali e a pazienti “totalmente incapaci” solo per ottenere “vantaggi professionali ed economici“. E’ invece un soggetto con “un’indole particolarmente malvagia e a cui manca il senso di umana pietà”. Questo è, per i pm di Milano, Pier Paolo Brega Massone, l’ex primario della clinica Santa Rita, che dunque merita una condanna “a 21 anni di reclusione“.

Josef Menghele

Dopo tre lunghe udienze di requisitoria, passate in gran parte a ripercorrere quell’ottantina di casi di lesioni aggravate su pazienti operati dall’equipe di chirurgia toracica di Brega, quando, secondo l’accusa, non ce n’era bisogno, i pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano hanno formulato le loro richieste. Nove richieste di condanna comprese tra i 21 anni, per Brega appunto, e i due anni per Giuseppe Sala, ex primario di anestesia della casa di cura milanese, che nel pieno dello scandalo del giugno 2008, culminato in 14 arresti, venne ribattezzata “la clinica degli orrori”.
Come ha spiegato il pm Pradella, nelle fasi conclusive della requisitoria, è stata tutta l’équipe capitanata da Brega a essere “malvagia” e “senza umanità” e a non guardare in faccia nemmeno “agli anziani in condizioni compromesse”, per portare a termine una “serialità criminosa impressionante”, col fine della “massimalizzazione del profitto“. Anche per l’ex braccio destro di Brega, Pietro Fabio Presicci, e per l’altro componente dell’équipe, Marco Pansera, sono arrivate richieste pesanti: 14 anni per il primo e otto anni per il secondo.
Loro che, secondo il magistrato, non si sono mai opposti quando il loro capo portava a compimento la “raggelante equazione tra pezzi anatomici dei pazienti asportati e drg“, ovvero i codici che servono per ottenere i rimborsi dalla Regione per gli interventi effettuati.
Secondo l’accusa, Brega fece “resezioni abusive“, asportando “pezzi di polmone e di seno”, solo perché la clinica (il titolare Francesco Paolo Pipitone ha già patteggiato quattro anni e quattro mesi) ottenesse i rimborsi e lui ne traesse “un vantaggio economico in percentuale” e “di prestigio professionale“. Operare “sempre e comunque” era il credo, secondo i pm, dell’ex primario, accusato anche di truffa e falso, anche se le patologie tumorali erano benigne e sarebbero bastati “esami istologici o agobiopsie”.
Secondo l’accusa, Brega, per esempio, asportò parte del seno di una giovane di 18 anni che aveva un tumore benigno. In aula il pm Pradella ha ricordato inoltre anche la nota intercettazione in cui si sente Brega parlare al telefono, alterato, perché gli anestesisti gli “hanno bocciato la mammella” di un’anziana novantenne. Per lui, Presicci e Pansera deve essere riconosciuta l’aggravante della crudeltà e non possono essere concesse, secondo i pm, le attenuanti generiche, anche perché hanno sempre detto che “rifarebbero tutto“. E Brega Massone, anche nel commentare coi cronisti la richiesta dell’accusa, ha ribadito di aver “agito in buona fede”. Ora “toccherà alla difesa parlare“, ha aggiunto prima di andarsene, mentre la madre di una paziente, in lacrime, sfogava a parole contro di lui la sua rabbia.
I pm hanno chiesto anche tre anni e quattro mesi per Mario Baldini e tre anni per Paolo Regolo, ex responsabili di neurochirurgia; tre anni per Giorgio Raponi, otorinolaringoiatra, e per la sua assistente, Eleonora Bassanino; due anni e sei per Augusto Vercesi, ex primario di urologia. Dal 4 maggio parola alle parti civili.
Chissà quanti aspiranti affaristi e Menghele sono pronti a prendere il suo posto, vero Formigoni ?
Dal 1995 a oggi la Regione Lombardia  ha distribuito alla sanità privata più di 30 miliardi di euro. Ma non esistono controlli, Formigoni non ne fa, come già verificato tempo fa: lui lascia fare, magari una mano lava l’altra e qualche soldino entra nelle casse di c.l., del resto voi neanche immaginate quanto costa mantenere in piedi  il meeting di Rimini ogni anno…

mercoledì 28 aprile 2010

Don Paolo Farinella: Berlusconi e l'infamia del credo

Berlusconi è un uomo pubblico che ha “ostentato” la sua cattolicità che denigra e viola e infanga sempre pubblicamente giorno dopo giorno. Come uomo pubblico malato è andato al funerale, ma il protagonista era lui con le tv sempre pronte a riprenderlo. Il morto era superfluo.
Un uomo notoriamente immorale, divorziato e che dichiara: “Don Verzè mi assolve senza nemmeno conoscere i miei peccati” è totalmente fuori di quelle norme che cardinali e papi si ostinano a predicare e ad imporre ai comuni mortali. Vi sono preti che per molto meno negano assoluzione e comunione e in un caso come questo, i custodi dei “principi non negoziabili” dovevano insorgere di fronte a questo gesto osceno, sacrilego di uno che prende le perle e le butta ai porci, con tutto il rispetto per i Sigg. Porci.
Se la Gerarchia non lo fa, perde la faccia e la credibilità e io ho il diritto di dire ai divorziati: fate la comunione come e quando credete in coscienza.
Don Paolo Farinella va giù duro contro il cavaliere finto ossequioso ma colpisce anche questa chiesa piccola e meschina che insegue due leghisti neo -presidenti di regione per stringer loro la mano e ringraziarli per quelle battute inutili sulla indisponibilità a permettere il rifornimento della pillola RU486.
Battute inutili ed illusorie ed infatti  rimangiate il giorno dopo.
La pillola in questione è un modo per affrontare l’aborto senza soffrire troppo, il che per costoro è grave: la donna deve soffrire, non sia mai che possa accadere che non soffra.
Una chiesa piccola e meschina rinchiusa in se stessa a guardarsi e rimirarsi l’ombelico pedofilo nascondendo la vergogna finchè possibile.
Una piccola chiesa di piccoli uomini che si affannano a rispecchiare il livore egoistico imperante, invece di farsi carico dell’esempio solidale.
Una chiesa piccola e meschina che non ha nulla da dire sugli episodi assurdi di razzismo contro i bambini, ma corre a strepitare ed ad acclamare i potenti, concedendo loro privilegi ed appoggi elettorali smaccati ed esibiti  come non mai: per qualcosa di simile  forse occorre tornare alle prime elezioni del dopoguerra, che videro lo scontro di civilità contro il Fronte Popolare staliniano.
Silenzio assordante della chiesa anche sulla questione delle mensa scolastiche, le quali , in  molti comuni (in tutta Italia e a tutte le latitudini) sono in difficoltà a causa delle famiglie morose che sono in arretrato di parecchie mensilità delle rette per i loro bambini: si parla di crediti da recuperare che si aggirano su cifre di svariati milioni di euro.
Per combattere questo malcostume (causato nella maggior parte dei casi sicuramente da questioni di vere difficoltà economiche) alcuni comuni hanno deciso di utilizzare le maniere forti, prendendo provvedimenti impopolari e intollerabili come i casi di Adro e Montecchio.
Altri invece studiano sistemi meno drastici: dalle ganasce per requisire le auto all’emissione di ticket prepagati da acquistare all’atto dell’iscrizione a scuola.
Io una ricetta l’avrei: un bel condono servito su un piatto d’argento, in cui si permette di saldare tutti i debiti pregressi pagando solo il 5% della somma accumulata. Assomiglia tanto allo scudo fiscale, è vero: devono essere infatti sempre e solo i potenti a mangiarci sopra?
Rosellina970

domenica 25 aprile 2010

Fratelli d'Italia


SE SI PARLA DI PATRIA E LIBERTA'


Pertini


Se si parla di Patria e Libertà, non mi sento più di sinistra. Mi sento italiano.
Se si parla di Patria e Libertà, mi ricordo quando ero volontario in Friuli per il terremoto, con gli Alpini. Lì non contava l’essere del Nord o del Sud, né socialisti o democristiani, né comunisti o liberali, né repubblicani o socialdemocratici. Contava esserci. E non passava nemmeno per la testa di pensare che si stesse aiutando qualcuno che non parlava il nostro dialetto. Contava curare feriti, tirare su delle tende, allestire ospedali da campo, distribuire cibo e acqua e bevande calde, contava una parola di conforto, contava distribuire abiti usati e coperte a altri Italiani come noi.

Se si parla di Patria e Libertà, oggi non m’importa se il mio compagno di viaggio è Di Pietro o Fini, Bertinotti o Bersani o Casini. Non gli chiedo la carta d’identità. Basta che lottiamo dalla stessa parte.
Se si parla di Patria e Libertà, quello che conta è farsi sentire per la Patria, unita e coesa, contro le assurde divisioni di campanile; quello che conta è scongiurare una deriva balcanica per la nostra terra. Quello che conta è evitare che la parte più povera del Paese, per quanto abbia le sue colpe, sia abbandonata a sé stessa dall’egoismo di quella più ricca.

Se si parla di Patria e Libertà, io sto con la Costituzione. E se qualcuno, si chiamasse anche D’Alema, la vuole svendere al primo palazzinaro affarista che passa, per me è un traditore.
Se si parla di Patria e Libertà, io sto con la legalità. Quella vera, quella che applica lo spirito della Costituzione e non lo stravolge. Quella che pone al primo posto la Persona e i diritti umani.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che un faccendiere immanicato con la mafia, che non sa spiegare da dove ha preso i soldi, che ha evaso miliardi di tasse e se ne vanta, ha resuscitato il razzismo, controlla l’informazione, vuole occupare tutti i posti di comando e vuole riscrivere la Storia a suo uso e consumo, vuole svuotare la scuola pubblica, è un volgare delinquente e come tale a me non interessa affatto se è riuscito a farsi seguire da  milioni di Italiani  avendoli sedotti con la menzogna: uno c’era già riuscito ben prima di lui. E proprio il suo seguito elettorale lo rende ancor più pericoloso per la Democrazia.

Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che le foibe e Piazzale Loreto sono state delle atroci nefandezze. Ma che questo non cancella affatto che chii è stato appeso a Piazzale Loreto era un criminale e che i valori per i quali si batté erano sbagliati e inumani.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che per fortuna non abbiamo avuto il comunismo in Italia, ma che dobbiamo ringraziare anche i comunisti se abbiamo la democrazia.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che mettere sullo stesso piano fascisti e antifascisti è giusto solo sul piano umano (i morti si rispettano), ma che i primi avevano torto e i secondi ragione.
E che verso i secondi dobbiamo sentirci in debito, mentre verso i primi possiamo solo perdonare.

sabato 24 aprile 2010

Tentato regime/4


(dal sito di Li bertà e Giustizia, quarta parte)


2008-2010

Due anni contro la Costituzione

Osservatorio dei diritti perduti

A cura di Olga Piscitelli



7 febbraio – Rompiamo il Silenzio
Esce su la Repubblica una pagina di Libertà e Giustizia con il manifesto di Gustavo
Zagrebelsky. Primi firmatari: Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Umberto Eco, Claudio
Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta
Rubini, Salvatore Veca. In poche ore le firme salgono a più di 200 mila.

9 febbraio – Attacco di Berlusconi alla Costituzione: è filosovietica, va cambiata
Una riforma della Carta costituzionale, secondo il premier, “è necessaria perché è una legge
fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di
forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello”.

11 febbraio – LeG presenta il manifesto “Rompiamo il Silenzio”
La democrazia italiana è in bilico. E’ bene che lo sappiano i giornalisti di tutto il
mondo”. E’ l’allarme lanciato da Gustavo Zagrebelsky dalla sala della stampa estera
di Roma. In platea Oscar Luigi Scalfaro. Zagrebelsky avverte: “Non è la prima volta
che l’Italia è il luogo di un esperimento politico. Lo fu in passato di un modello che poi fu
esportato in tutta Europa”.

12 febbraio – Il ddl sulle intercettazioni, media oscurati. Il Csm: violata la Carta
Pubblicate i fatti, ma non gli atti. E’ questo lo slogan della maggioranza che con una norma
capestro cancella la cronaca giudiziaria: fino al dibattimento, nessun atto, nemmeno se solo riassunto, potrà essere reso pubblico. I testi degli ascolti non potranno mai essere divulgati.
Per il Csm è una previsione che contrasta “con i valori dell’articolo 21 della Costituzione”.

13 febbraio – Scalfaro in piazza per la Costituzione: ignorante chi la chiama sovietica
In piazza per la manifestazione convocata dal Pd, il presidente emerito che guida l’associazione Salviamo la Costituzione, difende la legge fondamentale varata nel ’48. E rivolgendosi al presidente del Consiglio dice: “Siamo preoccupati, non ci faccia temere per la libertà e la democrazia”.

14 febbraio – Napolitano: teniamoci stretta la Costituzione
“In Italia per fortuna abbiamo una Costituzione. Teniamocela stretta”.

15 febbraio – Il centrodestra conquista la Sardegna
Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Il dato arriva chioaro e netto 15 ore dopo la chiusura dei seggi. E quando le sezioni scrutinate sono 1658 su 1812, Cappellacci è al 51,90% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,89%, con un distacco di 9 punti che pesa come un ko. Irrompe un partito “nuovo”, quello delle schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall'elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000).

17 febbraio – Veltroni si dimette da segretario del Pd
“Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto”, dice
Veltroni, raccogliendo il "no" del vertice del partito e l'invito a ripensarci. “Spesso mi sono
trovato i bastoni tra le ruote”, aggiunge a conferma del suo addio. I vertici del Pd in un primo momento respingono le dimissioni, confermando piena fiducia al leader. Veltroni prende tempo per riflettere e decidere. La riunione del coordinamento con all'ordine del giorno la sconfitta sarda è aggiornata ma il segretario non torna sui suoi passi. La reggenza del partito è affidata a Dario Franceschini.

23 febbraio – Franceschini nuovo segretario del Pd giura sulla Costituzione
Il presidente del Consiglio – dice – ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più
tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione a lui lui ha giurato fedeltà.

25 febbraio – Sacconi modifica il diritto di sciopero
La svolta è limitata al settore dei trasporti, ma lo sciopero solo “a maggioranza”, o dei
lavoratori o dei sindacati, vincola l’esercizio del diritto di sciopero previsto dalla Costituzione.
Un disegno di legge in tre soli articoli che mette nero su bianco una riforma annunciata fin da ottobre e subito contrastata dalla Cgil. 

26 febbraio – Troppi decreti, Napolitano convoca Fini e Schifani
I presidenti di Camera e Senato salgono al Colle. Napolitano: “per quanto si tratti di
provvedimenti straordinari che il governo adotta sotto la sua responsabilità, il Presidente della Repubblica e i Presidenti delle Camere non possono esimersi dal sollevare i problemi,
costituzionalmente sensibili, che derivano sia da un’abnorme frequenza del ricorso a decreti,
sia dall’eterogeneità che essi spesso presentano nei loro contenuti e che è poi aggravata dalla pratica di emendamenti estranei alla materia e chiaramente strumentali”.

27 febbraio – Fini: questa è una legislatura costituente
“Continuo a pensare che ci siano tutte le condizioni per avviare e portare a compimento le
riforme della seconda parte della Costituzione”. Lo afferma il presidente della Camera
Gianfranco Fini, a margine della conferenza dei presidenti dei Parlamenti europei a Parigi,
rispondendo a chi gli chiede se questa sarà una legislatura costituente.

1 marzo – Franceschini: i valori fondativi della Costituzione non si toccano
“La Costituzione si può modernizzare per le parti che riguardano il funzionamento delle
istituzioni, ad esempio il sistema bicamerale che rallenta il processo legislativo, ma non si può toccare per la parte che riguarda i valori. In modo esplicito o tacito, loro cercano di intervenire, di toccare la parte che riguarda i valori fondativi. Non si toccano”. Il segretario del Pd promette che “se provano a toccarli ci troveranno in Parlamento e nel Paese con tutta la forza possibile”.

5 marzo – Alfano: presto modifiche alla Carta
“Nelle prossime settimane inizierà una riflessione, in Consiglio dei Ministri, sulla riforma della
Costituzione per assicurare ai cittadini una effettiva parità tra difesa e accusa”. In particolare la riflessione per le modifiche costituzionali riguarderà il tema dell’obbligatorietà dell’azione penale e quello dell’ampliamento dei poteri di indagine della polizia giudiziaria.

5 marzo – Andreotti: la Costituzione va bene così com’è
“La Costituzione rimane com’è. A mio avviso va benissimo, ci ha permesso grandi sviluppi, sia interni che internazionali”.

5 marzo - Sicurezza, i penalisti contro il governo: "Intollerabile svolta autoritaria"
Duro attacco dell'Unione Camere Penali: "lo Stato forte non è quello che viene meno al rispetto dei valori costituzionali del processo penale, ma è tout court lo stato di diritto, che applica le regole esistenti e garantisce la certezza della pena non con una condanna preventiva ed aprioristica, ma con un percorso processuale di ragionevole durata senza alcun sacrificio delle regole di accertamento dei fatti". La Giunta esprime "sconcerto e sdegno dei penalisti per le norme regressive ed illiberali adottate dal Governo e per quelle in discussione in Parlamento".

10 marzo – Firenze, il candidato sindaco del Pd: anch’io cambierei la Costituzione
“Credo che la Carta andrebbe rivista fin nei principi fondamentali”. Così il presidente della
Provincia di Firenze e candidato del Pd a sindaco della città Matteo Renzi nell’intervista al
Magazine del Corriere della Sera. Dice anche: “Occorre riformare l’idea di sindacato e ribaltare
il sistema del welfare”.

10 marzo – Appello degli architetti
“Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. 
Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, ma dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c’è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese”. Firmato da Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Vittorio Gregotti

11 marzo – Medici delatori, i camici bianchi insorgono
Sindacati dei medici in rivolta per un emendamento della Lega al ddl sulla Sicurezza, che
obbliga 120mila medici delle strutture pubbliche a denunciare i clandestini. I sindacati
annunciano che useranno tutti gli strumenti legali, fino alla corte di giustizia europea,
passando per la Corte costituzionale.

11 marzo – Testamento biologico, passa la linea dura della Pdl
Nutrizione e idratazione saranno “sostegni vitali” e dunque il paziente non potrà rinunciarvi. E’ la versione che passa in commissione Sanità; il testo, in questa versione, affronterà il dibattito nell’aula del Senato.

11 marzo – Berlusconi: “Alla Camera voti solo il capogruppo”
Silvio Berlusconi, davanti all’assemblea dei deputati del Pdl, propone che siano solo i capigruppo a votare alla Camera. “Chi non è d’accordo potrà votare contro o astenersi”. Una proposta che si lega alle nuove norme di voto e all’esigenza di “rivedere i regolamenti
parlamentari che non sono adeguati per un governo e una maggioranza che devono avere
tempi certi sull'approvazione delle leggi”. In Aula, lo stop di Gianfranco Fini: “Fino a quando la Costituzione è quella vigente nessun deputato può essere delegato a votare per altri, e ciascun deputato dovrà votare soltanto per sé. Quando e se la Costituzione sarà cambiata si vedrà”.

12 marzo - Fini: cosa si aspetta a ripartire dalla Bozza Violante?
"C'è una bozza di riforma della seconda parte della Costituzione ampiamente condivisa. Che
cosa si aspetta a ripartire da quel punto?". Se lo chiede il presidente della Camera Gianfranco Fini, che torna ad auspicare che la legislatura in corso sia ricordata come una legislatura costituente: "Non servono nuove istruttorie, si tratta di mettere insieme ciò su cui oggi è possibile un accordo largo. Ad esempio, il bicameralismo perfetto e la riduzione dei numeri parlamentari. Ne avranno vantaggio tanto il governo quanto l'opposizione".

12 marzo – Berlusconi: le istituzioni sono vecchie, bisogna poter decidere
Silvio Berlusconi ritira il premio del Riformista di miglior politico dell’anno e dice che “i tempi
della politica sono tali per cui si deve arrivare a decisioni più immediate”. Non ripropone il
presidenzialismo, “Al limite se ne può parlare nella seconda parte della legislatura, ma con
l'accordo di tutti”, ma il sistema e l'architettura istituzionale “non sono in linea con i tempi”,
occorrono “percorsi e metodi più brevi”. Il premier “non ha nessun potere”, qualsiasi
provvedimento, anche i decreti legge, devono passare per il presidente della Repubblica e per il Parlamento. Una democrazia “superparlamentare”, non “adeguata” ai tempi odierni.

13 marzo - Avvocatura: il filtro della Cassazione è anticostituzionale
"Forte discrezionalità nelle decisioni, violazione del diritto alla difesa e del giusto processo".
Insomma, il filtro in Cassazione proposto dal governo per i procedimenti civili è "chiaramente
incostituzionale". Così l'Organismo Unitario dell'Avvocatura (Oua), l'Unione nazionale Camere
civile e gli avvocati dell'Ordine di Roma affiancati da alcuni giuristi italiani. Se passa questa
riforma, sostiene il presidente Oua, Maurizio De Tilla, avremo "solo un processo autoritario”.

15 marzo – Berlusconi: il premier ha diritto di governare per decreto
Davanti ai commercianti riuniti a Cernobbio il Cavaliere rivendica il diritto di governare per
decreto legge, “l'unico vero potere che ho”. Il ragionamento : “Ogni decreto legge deve essere spiegato al capo dello Stato, anche se questa non è la Costituzione, ma la prassi. Secondo la Costituzione il governo decide sotto la sua responsabilità e per me la responsabilità non è più del governo se ci deve essere il potere di un'altra istituzione che mi giudica sui due requisiti”.

15 marzo - Franceschini, la prima parte della Costituzione “non si tocca”
Il segretario del Pd Dario Franceschini , dal palco dell'assemblea dei delegati under 30 del Pd a Fieramilano, invita i giovani "ad alzare la voce ogni volta che qualcuno prova a toccare i
principi" della Carta. Alcune modifiche possono invece essere apportate alla seconda parte del testo, secondo Franceschini, per esempio: “dimezzare il numero dei parlamentari, mantenendo una Camera sola per fare le leggi e un Senato delle autonomie”.

16 marzo – Calderoli: Le ronde sono come le ambulanze
“Il senso civico? Se lo mettano da qualche parte... Le ronde sono come le ambulanze”. Roberto Calderoli si dice “sconcertato” per quanto pubblicato dal Secolo d'Italia, il quotidiano di Alleanza nazionale, il 15 marzo. Titolo dell’editoriale: “Ma quali ronde... Qui ci vuole più senso civico”. Calderoli non gradisce: “Se bastasse il senso civico a non essere stuprati, rapinati, uccisi per la strada...”.

23 marzo - Vasco Errani: "Il piano casa è contro le Regioni e contro la Costituzione"
Il governatore dell'Emilia Romagna: "Il decreto ha chiari profili di incostituzionalità. Rende
immediatamente operative in tutta Italia norme di competenza concorrente delle Regioni. In
materia edilizia al governo spetta solo la legislazione di principio. Ci si troverebbe, come
peraltro avvenne con i condoni edilizi, in una complicata incertezza giuridica. Molte Regioni
farebbero ricorso alla Corte costituzionale, che ha i tempi che ha. Insomma, un pasticcio"

24 marzo - Cicchitto: "Dopo il federalismo, il presidenzialismo"
In Aula, per la dichiarazione di voto sul federalismo, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto: “Per il Pdl questo progetto è in un quadro più generale di riforma istituzionale, nel quale si deve bilanciare questo passaggio con il presidenzialismo, che nella sua prima versione può essere rappresentato dall'aumento dei poteri del premier, che possa sciogliere Parlamento in accordo con il Capo dello Stato, e possa cambiare i ministri. Va eliminato il bicameralismo, e vanno ridotti i parlamentari"; inoltre, "vanno bilanciati tre centri di potere: il premier e l'esecutivo, il sistema federale, e il Parlamento della Repubblica".

24 marzo - L'odg Franceschini: "Riformare la seconda parte della Costituzione"
Con 319 sì, 195 astenuti e 35 contrari, la Camera approva la legge con cui delega il Governo a varare il federalismo fiscale. Il Governo accoglie un ordine del giorno del Pd (primo firmatario Franceschini) in cui si chiede all'esecutivo di "sollecitare e favorire un confronto fra la maggioranza e l'opposizione per promuovere in tempi rapidi una riforma della seconda parte della Costituzione", basata sulla bozza Violante. Il progetto: "riduzione del numero dei parlamentari, trasformazione del Senato in camera delle autonomie territoriali e adeguare i procedimenti decisionali e la forma di governo al mutato contesto politico-istituzionale".

26 marzo - Libertà e Giustizia: azzardata e rischiosa la mossa di Franceschini
Sandra Bonsanti, presidente dell' associazione Libertà e Giustizia, esprime preoccupazione per l'ordine del giorno, presentato alla Camera dal segretario del Pd, Dario Franceschini, ed accolto dal governo, per un confronto sulla riforma della Costituzione, a partire dalla "bozza Violante" elaborata nella passata legislatura". In primo luogo "non si capisce perché rivolgersi al governo"; in secondo luogo, "avviarsi sulla strada prevista, senza avere alcuna certezza sullo sbocco finale, potrebbe essere una avventura". 

27 marzo - Testamento biologico, Veronesi: il Parlamento calpesta i diritti della Carta
Umberto Veronesi, senatore pd, dopo il sì di palazzo Madama alla legge sul testamento
biologico. "Ci misuriamo con quella che Cavour, 150 anni fa, chiamava una dittatura
parlamentare. Se la maggioranza si blinda e non accetta alcuno degli emendamenti della
minoranza, allora il Parlamento perde gran parte della sua funzione. Il presidente della
Repubblica avrà qualche dubbio sulla costituzionalità della norma. L´autodeterminazione è alla base della Costituzione”.

29 marzo - Fini: la legge sul fine-vita è da Stato etico
Serve una fase costituente, dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, parlando al
secondo giorno del congresso del Pdl. Siamo sicuri che la legge approvata al Senato sia per
davvero la laicità? Perché, quando si impone per legge un precetto religioso, si è più vicini a
una concezione da Stato etico che non da Stato laico.

30 marzo - Berlusconi: più poteri al premier
La Costituzione assegna al presidente del Consiglio poteri quasi inesistenti. In altri Paesi,
invece, il premier ha poteri veri: in Italia ha solo poteri finti. Comunque, sulle riforme andremo avanti anche da soli. Dal discorso conclusivo del congresso Pdl.